Olivia: Leggere all’ombra del pino, accanto a un cagnolino

Non ricordo il primo libro che lessi. Probabilmente fu una favola, ne avevo tante di quelle. Belle. Con molte illustrazioni, ma soprattutto con il “lieto fine”. Ecco, da piccolina pensavo che quello fosse il bello della lettura e, a dire la verità, questo bello alla fine mi annoiava, anche parecchio.
Quindi non ero una vera e propria estimatrice della carta stampata.
Leggevo (o mi facevo leggere) qualcosa, sì, ma con scarso interesse.
Poi un’estate, avrò avuto credo intorno agli undici o dodici anni, non so bene cosa ma qualcosa cambiò. Forse perchè passai a letture diverse, più adulte per così dire. O forse semplicemente perchè cambiai il mio atteggiamento nei confroni della lettura. Fatto sta che scopersi cosa di bello davvero c’era, per me, in un libro: le storie, le emozioni, le sensazioni. Immaginare, attraverso la decrizione dell’autore, gli ambienti nei quali si svolgevano le trame.
Ma più di tutti, l’immedesimarsi nella gioia o nel dolore di chi raccontava.
Ecco, questo a tutt’oggi è per me il bello della lettura. Che si tratti di narrativa o no, le emozioni o le sensazioni che puoi provare sono molteplici e vanno ad accrescere il mio bagaglio di conoscenza.

Ancora oggi amo ritrovarmi e immaginarmi, come quando ero adolescente, sdraiata su di un telo all’ombra del pino di casa mia, con qualche cagnolino accoccolato vicino a me, immersa in una nuova emozione.

Il mio libro preferito? Difficile dirlo, perché ognuno lascia in me qualcosa di nuovo. Fare delle classifiche non mi ha mai entusiasmato molto e sono dell’idea sia che ogni libro abbia la sua età e che ogni età abbia il suo libro. Nel senso che ognuno di noi sceglie il suo libro preferito in base alla maturità del momento.
Ma se dovessi sceglierne uno che ricordo molto bene, anche avendolo letto davvero tanti tanti anni fa, ecco, la mia scelta ricade su qualcosa che potrebbe sembrare banale, ma che, al tempo in cui lo lessi, univa perfettamente il mio concetto di bello della lettura e l’incontenibile interesse, nonché mia particolare vocazione, alla risoluzione dei misteri: L’ottavo arcano di Kate Mosse.
Olivia Quattrocchi

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