“Caro Albero, se tu non fossi qui io non sarei qui” (Thich Nhat Hanh)

Il monaco buddhista zen Thich Nhat Hanh, in un’intervista del 2005 per Rainews24, a Castelfusano, ha immaginato che un albero potesse parlarci. Nella conferenza stampa che aveva preceduto il ritiro Thich Nhat Hanh aveva detto: “dovreste ascoltare gli alberi e intervistarli, per comprendere meglio la realtà che ci lega a loro, il senso dell’inter-essere”. Ne avevo preso spunto per chiedergli , in avvio di intervista, che fosse lui, con la sua sensibilità e capacità di ascolto, a fare da interprete a uno dei tanti albero della pineta. E questa fu la risposta:

Sul video appena pubblicato su youtube Stefano Lamorgese ha aggiunto questo commento, che ben si addice alle parole del monaco vietnamita:

Si stupiva un dì un allocco:
“Certo Dio trova assai sciocco
che quel pino ancora esista
se non c’è nessuno in vista”
“Molto sciocco,
mio signore,
è soltanto il tuo stupore:
Tu non hai pensato che
Se quel pino ancora c’è
è perché lo guardo Io.
Ti saluto e sono Dio”
(There once was a man who said: “God Must think it exceedingly odd If he finds that this tree Continues to be When there’s no one about in the Quad.” Dear Sir, Your astonishment’s odd: I am always about in the Quad. And that’s why the tree Will continue to be, Since observed by Yours faithfully, God.)

(Ronald Knox, per spiegare il pensiero di Berkeley sulle idee e le percezioni che non ci apparterrebbero…)

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