Da Tuscia web “I bambini vanno educati a concepire da subito la morte come parte della vita”

Viterbo – Un insegnamento a vivere, potrebbe considerarsi, l’intera vita di Tiziano Terzani, giornalista e inviato speciale in zone di guerra. Un uomo vissuto a stretto contatto con l’Islam i suoi aspetti più spietati e crudeli. Un uomo che ha saputo guardare da vicino il male e l’odio per insegnare a rispondervi con la positività e la saggezza del pacifista. Un maestro spirituale che, anche di fronte al dolore del cancro, ha saputo elevare se stesso alla positività più estrema, con naturalezza e serena accettazione.L’associazione La città di Isaura si è fatta promotrice, ieri sera a Caffeina cultura, della presentazione riguardante le interviste delle teche Rai fatte a Tiziano Terzani, coinvolgendo anche lo scrittore David Grossman e il maestro spirituale Thich Nhat Hanh che di Terzani hanno condiviso, nei video trasmessi alla conferenza, il pensiero e l’approccio saggio verso la vita.

“Non sono contro la scienza, ma mi spaventa chi vive facendo calcoli in un laboratorio. Fate della vostra mente e del vostro corpo il vostro laboratorio. La luce del cuore la scienza non la comprende”. Eccolo il pensiero di Terzani, rivissuto nelle letture proposte da Alvaro Vatri e Luciano Minerva, conduttori dell’evento organizzato a Caffeina. “Si muore appena si nasce, bisognerebbe educare i bambini a concepire da subito la morte come parte integrante della vita. Ci sono misteri cui la scienza non può rispondere e la morte è uno di questi”. Ecco come Terzani reagiva alla sua ultima ora, che sentiva avvicinarsi ogni giorno di più, quando ormai la malattia lo stava consumando.

Una filosofia dell’esistenza maturata in anni di contatto con la sofferenza e la guerra. Un esercizio spirituale che ha avuto il suo compimento quando il giornalista ha scoperto di essere affetto da un cancro incurabile. Sconforto e rabbia sono raccontati nelle pagine dei libri ultimi di Terzani, ma accanto a questi umani sentimenti, emerge con prepotenza la saggezza e l’acume del filosofo. Vince quella reazione da intellettuale che si fa quasi mistico.

Ieri sera a Caffeina cultura è stata presentata niente più che la vita di un uomo. Niente più che l’umanità di un individuo segnato da un male incurabile, ma del quale Terzani è riuscito a cogliere e trasmettere gli aspetti più positivi. La malattia di Terzani diviene per lui occasione di insegnare al suo prossimo come si vive. Si vive semplicemente con la consapevolezza della morte. Si vive con la serenità di chi ha coscienza che il proprio esistere è solo un transitare, un viaggio verso il cambiamento.

“Non vedrete mai che mi tiro la pelle, o che mi tingo la barba bianca, perché è bello vedere i segni dell’invecchiamento. E’ bello perché invecchiare è manifestare un cambiamento e il cambiamento è il segreto della vita vera”. Ecco come Terzani insegna che la morte fa solo parte delle leggi del cambiamento perché come ha scritto il filosofo greco Eraclito, citato più volte nelle interviste fatte a Tiziano Terzani, non puoi immergere due volte il braccio nelle stesse acque di un fiume. Il fiume scorre e scorrerà sempre.

Alessandro Gatti

Tusciaweb Academy

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