Eduardo Galeano, il cacciatore di storie si presenta. “Scrivere stanca, ma consola”

Che grande regalo ci ha lasciato Eduardo Galeano! Il suo ultimo libro, Il cacciatore di storie, finalmente pubblicato in Italia per Sperling & Kupfer, fortemente atteso, voluto, tradotto da Marcella Trambaioli (sua traduttrice da 25 anni), è in libreria. Da non perdere, da leggere centellinando pagina per pagina, da gustare riga per riga e frase per frase, perché la sapienza di questo scrittore nel mettere insieme pensieri e parole e concetti, cogliendone e offrendone sempre l’essenza, è davvero unica e impagabile.
Noi de La città di Isaura lo consideriamo una specie di spirito-guida. L’incontro con lui, a Montevideo nel 1996, per Tg2 Dribbling, è stato un prologo, quattro anni prima di Incontri, di quella che sarebbe stata la serie di interviste a grandi scrittori, seguito da questa intervista realizzata a Roma nel 1999.
E ancora, per conoscerlo più da vicino, c’è  il nuovo video pubblicato dalle Teche Rai,  con l’intervista realizzata al Festivaletteratura di Mantova nel 2008. Il binomio di lettori Alvaro VatriLuciano Minerva è nato, in pubblico, grazie a lui, pochi mesi dopo la sua scomparsa. E dovunque possiamo lo portiamo, per farlo conoscere. (Il 30 maggio nella Biblioteca comunale di Formello, il 4 luglio a Brescia, nell’Ambiente Parco e poi dovunque sia possibile…). Perché non è davvero giusto che un personaggio di questo tipo  (non solo come scrittore) resti conosciuto da pochi, messo e conservato in una nicchia di aficionados. Tanto più oggi, col bisogno che c’è di cultura e di umanità (e di rispetto per l’umanità).
Il cacciatore di storie comprende anche, eccezionalmente, qualche pagina autobiografica (nell’ultima parte del libro chiamata Vademecum). Ve ne offriamo un assaggio, due paginette preaiose in cui è lui stesso a presentarsi.

Autobiografia completissima

Nacqui il 3 settembre 1940 , mentre Hitler divorava mezza Europa e il mondo non aspettava niente di buono.
Da quando ero molto piccolo ho una grande facilità a commettere errori. A furia di sbagliarmi, ho finito con il dimostrare che avrei lasciato una traccia profonda del mio passaggio per il mondo.
Con la sana intenzione di approfondire la traccia, sono diventato scrittore, o almeno ho cercato di esserlo.
I miei lavori di maggior successo sono tre articoli che circolano in internet con il mio nome.
Per strada la gente mi ferma per farmi i complimenti, e ogni volta che capita mi metto a sfogliare la margherita: “mi uccido, non mi uccido, mi uccido…”
Nessuno di quegli articoli è stato​ scritto da​ me.

Brevissimo profilo dell’autore

Potrei benissimo essere il campione mondiale dei distratti, se il campionato esistesse: con frequenza confondo la data, l’ora, il luogo, mi costa distinguere la notte dal giorno, e manco agli appuntamenti perché rimango addormentato.
La mia nascita ha confermato che Dio non è infallibile; pur tuttavia non sempre mi sbaglio nel momento di scegliere le persone che amo e le idee in cui credo.
Detesto i lagnosi, odio i piagnoni, ammiro chi sa sopportare in silenzio i colpi del destino, e per fortuna non manca mai un amico che semplicemente mi dice di continuare a scrivere, che gli anni aiutano e che la calvizie è provocata dai troppi pensieri ed è una malattia professionale.
Scrivere stanca, ma consola.

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