Intervista Rai a Libereso Guglielmi, “il giardiniere di Calvino”

“Il nuovo giardiniere era un ragazzo coi capelli lunghi e una crocetta di stoffa in testa per tenerli fermi”.

Comincia così il secondo dei Racconti pubblicati da Italo Calvino, dal titolo “Un pomeriggio, Adamo”. L’Adamo del racconto è Libereso Guglielmi (1925-2016), quasi coetaneo di Italo Calvino, che aveva vinto a quindici anni una borsa di studio per lavorare con i genitori di Italo, Mario ed Eva Mameli, al primo Centro sperimentale di botanica in Italia, a Sanremo.  Tra tutti i personaggi intervistati per la rubrica Incontri Libereso è l’unico non-scrittore. Era però un testimone diretto dell’adolescenza di Italo Calvino e, forse, persino un ispiratore della figura di Cosimo di Rondò, il barone rampante del romanzo. Lo vidi alla Fiera del libro di Torino, capelli bianchi lunghi, un viso sorridente, un gusto del racconto di storie, aneddoti, conoscenze delle piante e della natura incredibili. La settimana dopo ero a Sanremo per intervistarlo.
Mai i dodici minuti del format Incontri mi sono sembrati tanto pochi per dare conto di tutto quello che mi aveva raccontato. Libereso è stato il primo in Italia a raccogliere l’eredità di secoli di conoscenze popolari e diffondere in Italia la ricerca di erbe spontanee. E’ stato giardiniere presso l’Università di Londra e a lui Ildebrando Pizzetti ha dedicato il libro Libereso Guglielmi, il giardiniere di Calvino, una lunga intervista che merita di essere letta. Come merita di essere vista e ascoltata questa intervista del maggio 2002.

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