MADRES DI PLAZA DE MAYO: UN CAMMINO DI GIUSTIZIA E DI AMORE

Ho incontrato Hevel Petrini, detta Beba, quando alle Madres di Plaza de Mayo fu assegnato il Premio Nonino, nel gennaio del 2006. Era lei a rappresentare lì le madri di migliaia di desaparecidos torturati e uccisi dalla dittatura argentina del generale Videla tra il 1976 e il 1981, quelle donne che per oltre trent’anni, a partire dal 1977, si sono ritrovate ogni giovedì mattina davanti alla Casa Rosada, il palazzo del potere di Buenos Aires, per chiedere conto dei loro figli, ai quali era stata tolta non solo la voce, ma la vita e persino il corpo, gettato nell’Oceano o nelle fosse comuni.
“Noi madri non parliamo di morte, noi madri parliamo di vita. Noi madri lottiamo per la vita, per i giovani, per questi bei giovani del mondo, perché non ci sia fame, perché non ci sia disoccupazione, perché non ci sia guerra, perché non ci sia morte, per un mondo migliore, per un mondo dove tutti abbiamo gli stessi diritti, per un mondo dove tutti abbiamo le stesse opportunità, dove la parola fame sia bandita dal mondo. Noi madri chiediamo, lottiamo per questo. Perché questo chiedevano i nostri figli. Siamo tanto orgogliose di loro, tanto felici di averli partoriti, tanto felici di poter proseguire la loro lotta e tanto riconoscenti a queste persone che ci danno questo premio per poter proseguire in questa lotta.”
Il suo discorso, nel ricevere il Premio, è tra le cose più emozionanti che mi sia mai capitato di ascoltare. Ricordo il brivido collettivo e la sensazione di straordinaria empatia con cui tutti accogliemmo quel discorso appassionato.
A trent’anni e diecimila chilometri di distanza, ascoltandola, tutto quello che è accaduto in Argentina e dovunque si calpesti il diritto all’espressione e alla vita ridiventa improvvisamente più concreto, terribile e presente grazie a questa donna di 75 anni che un giorno, quand’era giovane, ha visto suo figlio uscire di casa e, come altre trentamila donne, non ne ha più saputo nulla e da allora vive per dare voce al sogno di suo figlio: quello di un mondo migliore.

Nell’intervista che mi rilasciò per Rainews24 e che fa parte del patrimonio delle Teche Rai, Beba Petrini raccontò anche l’esperienza delle Madres con la scrittura, essenziale per far conoscere e condividere la loro storia.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *