PELLEGRINI PER LA VIA FRANCIGENA

Racconto di Alessandra Caprara, Elisa Bonacci, Benedetta Braccini, Valentina Madaudo

Terzo premio sezione Scuola del Concorso letterario “In viaggio sulla via Francigena”

“Davvero? E’ da così tanto che camminate e non vi siete ancora stancati !?”
Siete curiosi di sapere con chi stavamo parlando? Per scoprirlo facciamo un passo indietro… …era il 12 maggio dell’anno scorso; eravamo in gita scolastica con il professore di scienze per scoprire la varietà delle piante del Sorbo, quando udimmo dei passi dietro di noi: erano due pellegrini. Noi, incuriositi, iniziammo a fare domande su domande, trasformandoci quasi in dei piccoli intervistatori: “Da dove venite?” E loro, con un evidente accento del nord, ci risposero dicendo: “Da Trento”. Noi, sbalorditi, esclamammo: “Davvero? E’ da cosiì tanto tempo che camminate e non vi siete ancora stancati !?”. I due esaudirono la nostra curiosità, precisando: “No, abbiamo preso il treno fino a Massa e da liì abbiamo iniziato a percorrere la Via Francigena”.
Continuammo col nostro interrogatorio di terzo grado, grazie al quale capimmo il forte spirito religioso che li aveva spinti ad intraprendere quel viaggio e scoprimmo anche come gli unici beni indispensabili per quella impresa fossero solo l’acqua…e tanta, tanta fede. Infine, ci stupimmo ad ascoltare quanta meraviglia avesse destato nei loro occhi un paesaggio così familiare per noi abitanti di Formello. La cosa che comunque ci lasciò più a bocca aperta fu la narrazione del viaggio in sé: i due trascorrevano la notte nei monasteri o santuari e il giorno, proseguendo il cammino, facevano nuovi incontri con animali di ogni specie (cinghiali, cervi, fagiani, aquile, mucche, barbagianni, civette, gufi, picchi e volpi).
Noi, ancora più stupefatti, continuammo con le domande: “Ma cosa avete visto in particolare in questo viaggio?” “Siamo partiti da Massa e ci siamo diretti verso il meraviglioso Castello Aghinolfi per imboccare una strada panoramica. Abbiamo proseguito per Pietrasanta, la piccola Atene d’Italia; subito dopo abbiamo lasciato l’antica Pieve di S. Giovanni e abbiamo camminato tra i stupendi paesaggi delle colline lucchesi fino al centro storico di Camaiore e all’antica Badia. Abbiamo camminato per molte altre tappe, visitando affascinanti monasteri circondati da incantevoli parchi e riserve naturali. Siamo arrivati così a Campagnano dove abbiamo ammirato il bel panorama sulle campagne laziali, prima di entrare nell’area del Parco di Veio, in cui abbiamo visitato l’antica chiesa della Madonna del Sorbo. Quindi, abbiamo attraversato la sua meravigliosa Valle, dove vi abbiamo incontrati. Ora proseguiremo il nostro percorso fino a Piazza San Pietro, sostando anche nel centro storico di Formello.” Così conclusero il loro resoconto di viaggio, per poi chiederci: “Conoscete l’importanza storica della Via Francigena?” E noi in coro dicemmo di no. Iniziarono allora a raccontarci: “La via in Italia è lunga circa 1000 km per un totale di 45 tappe. La prima testimonianza che ha reso così celebre il cammino risale all’arcivescovo Sigerico, nel VII sec. Più che una strada vera e propria, era una traccia di terra battuta, modificata nel corso dei secoli da eventi naturali. L’origine del tracciato della Via è di epoca precedente a Sigerico: infatti, i Longobardi necessitavano di un collegamento sicuro tra Pavia e i ducati del sud Italia; quando la dominazione Longobarda lasciò il posto a quella dei Franchi, la strada cambiò il nome in Via Francigena e divenne il principale asse di collegamento tra nord e sud dell’Europa per mercanti, eserciti e pellegrini”. “Wow!” esclamammo noi; successivamente il prof ci disse di lasciarli proseguire il loro pellegrinaggio e di ritornare alla nostra lezione…anche se quel giorno avevamo già imparato tanto. Grazie pellegrini.

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