Il Barone Rampante in prima nazionale all’Elba

Eccola, finalmente, la Prima nazionale dello spettacolo “La mia casa è dappertutto, dove posso salire andando insù” riduzione, in lettura recitata, de Il barone rampante di Italo Calvino a cura di Luciano Minerva e Alvaro Vatri.
L’appuntamento e all’isola d’Elba, nell’ambito delle iniziative promosse dal Parco  Nazionale dell’Arcipelago Toscano e dall’Elba Book Festival.
Giunto alla sua quinta edizione, questo festival dell’editoria indipendente (che quest’anno di estende ad altri luoghi, oltre a Rio nell’Elba) si è arricchito di iniziative che ampliano il calendario della manifestazione ufficiale. In collaborazione con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e con La città di Isaura, associazione per la gioia della lettura, sarà dunque in scena per la prima volta, nell’ambito del Trekking Book Festival, questa lettura recitata di parti del romanzo di Calvino. Il luogo scelto per l’evento è l’Eremo di Santa Caterina, nell’Orto dei semplici, luogo suggestivo e coinvolgente a Rio nell’Elba, destinato da anni a manifestazioni culturali e musicali.
Lo spettacolo, che ha il patrocinio della Federparchi Nazionale, prevede che il pubblico si muova con gli attori (Aldo Cerasuolo e Antonella Civale) e i musicisti (Eleonora Minerva al violino, Marco Taraddei al fagotto) seguendo la lettura in cinque diverse postazioni nell’Orto dei semplici dell’Eremo. Teli di canapa lunghi tre metri, ideati e disegnati a mano da Rosaria Torquati penderanno dagli alberi a comporre una scenografia adatta a uno spettacolo pensato per rappresentazioni in parchi, ville e giardini.

Leggiamo d’amore

Martedì 9 aprile, alle 19, secondo appuntamento con Un libro in 30 minuti, con il patrocinio del Comune, presso il Consolato di Formello de La città di Isaura, in via Roma 16 (TeNatura). Questa volta il libro sarà Io amo. Piccola filosofia dell’amore di Vito Mancuso , pubblicato da Garzanti nel 2014. Mancuso presenta così il percorso di lettura del suo libro:

“La complessità del fenomeno amore richiede che esso venga accostato da più di una prospettiva. Si tratta infatti di considerare ciò che la natura fa in noi, ovvero la dimensione passiva dell’amore; ciò che noi facciamo di noi stessi, ovvero la dimensione attiva dell’amore; e infine l’unione consapevole di noi con la natura, ovvero il senso complessivo del nostro essere qui.  Nel primo capitolo descriverò l’amore come forza primigenia, espressione della forza dell’espansione che domina l’universo a partire dal suo sorgere e di cui l’innamoramento è una manifestazione privilegiata. […] Nel secondo capitolo considererò l’amore dal punto di vista di ciò che noi siamo chiamati a fare di noi stessi in quanto esseri dotati di libertà e quindi chiamati alla responsabilità; […] esiste uno spazio intederminato comunemente detto libertà, il quale, perché l’amore giunga a maturità, richiede l’intervento della volontà e dell’intelligenza;  infine nel terzo capitolo metterò a tema il messaggio sul senso dell’esistere che la presenza dell’amore in questo mondo porta con sè, convinto come sono è proprio l’amore la prospettiva privilegiata per giungere a individuare le tracce di ciò che si usa denominare senso della vita.”

Luciano MInerva e Alvaro Vatri offriranno anche questa volta la possibilità di conoscere un libro attraverso la lettura di estratti del testo. Un’occasione per navigare all’interno di un tema che riguarda davvero tutti, nel’arco di tutta la vita.

Un libro in trenta minuti. Tre appuntamenti a Formello su Onestà, Amore, Libertà

26 marzo, 9 aprile, 16 aprile. Sono le date dei tre appuntamenti con Luciano Minerva e Alvaro Vatri su un libro di Francesca Rigotti, Onestà (edito da Cortina), e due di Vito Mancuso, Io amo e Il bisogno di essere liberi, delle edizioni Garzanti. La sede è quella che La città di isaura ha eletto, grazie alla disponibilità di Olivia Quattrocchi, sede del Consolato di Formello, i locali di Tenatura in via Roma 16. L’Amministrazione del Comune di Formello, che ha imparato a conoscerci, ha concesso il patrocinio.
La chiave di queste iniziative (come i libri) è la stessa già sperimentata al CSA delle Rughe nei mesi scorsi: leggere le parti essenziali di un libro nell’arco di trenta minuti. Con semplicità e leggerezza, rendendo onore e merito agli autori e randondo più facile il compito degli ascoltatori. Chi sarà conquistato dai testi andrà in libreria o in biblioteca a procurarsene una copia, altri potranno conoscerne comunque i contenuti, utili ad aprire riflessioni su valori e sentimenti che riguardano davvero tutti.
Il primo appuntamento dunque è con il libro Onestà, di Francesca Rigotti, “filosofa delle piccole cose”, come ama definirsi, e unica docente di metaforologia in Europa (vive tra Germania e Italia e insegna in Svizzera, a Lugano).

 

Onestà, appuntamento lunedì 3 dicembre con Francesca Rigotti

Dopo gli appuntamenti su Rispetto e Solidarietà, è la volta dell’Onestà. Dopo aver scandagliato, sui primi due temi, i libri di Richard Sennett e Stefano Rodotà, è la volta di Francesca Rigotti, filosofa “delle piccole cose”, cioè di quello che conta, giorno per giorno nella vita quotidiana. Grazie alla conoscenza e all’amicizia che abbiamo stabilito da qualche anno attraverso Paolo Aleotti, Francesca Rigotti sì è detta molto lieta di partecipare, sia pur da lontano, all’incontro di lunedì 3 dicembre.
Grazie alle tecnologie di comunicazione, è previsto un collegamento video da Tübingen, in Germania, dove insegna alla Facoltà di filosofia. Francesca Rigotti è l’unica “metaforologa” europea. Come testimonia nel libro Onestà (Raffaello Cortina editore, 2014), che sarà al centro dell’incontro, “cerco di integrare, per la comprensione del lessico della morale e del vocabolario filosofico-politico, la ‘storia di concetti’ con la ‘storia di metafore’. Accanto e spesso intrecciati ai concetti della morale e della politica si trovano infatti le metafore, ovvero immagini verbali che abbracciano contenuti semantici e si sottraggono alla forza espressiva del linguaggio. La metafora nasce infatti nell’ambito della fantasia, ambito che non è qui considerato subordinato al logos[…]”.
Mentre nei due precedenti incontri c’era da integrare il testo con brani letterari sui concetti al centro degli incontri, in questo caso il libro della Rigotti offre esso stesso molti spunti, perché la sua indagine, scritta in modo piacevole e sorprendente, fa molti riferimenti a libri, libretti d’opera e altro.
L’incontro di lunedì si presenta dunque originale (la ricerca di forme nuove accomuna Alvaro Vatri e me) e succulento. Una sola, piccola curiosità-anticipazione delle tante che affronteremo al CSA delle Rughe: “la virtù delle donne, il loro onore, la loro onestà, è stata fino a pochissimo tempo fa unicamente di natura sessuale: la donna virtuosa, la donna onesta non ha da essere leale e coraggiosa, audace e sincera (non saprebbe nemmeno esserlo, queste capacità le sono precluse), ma unicamente casta.” Ci avevate mai pensato, uomini e donne che ci leggete? (l.m.)

I sette fondatori della Città di Isaura

Questa associazione per la gioia della lettura è nata il 23 aprile 2018, tra sette amici, nella giornata mondiale del libro. I soci fondatori presentano se stessi e, nei rispettivi link ai libri-radice (quelli che segnano la vita), le diverse passioni per la lettura che li hanno portati fin qui:

Luciano Minerva [Narratore curioso]

libri-radice: Il giro del mondo in 80 giorni, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta

“Narratore curioso” ha scritto sull’ultimo biglietto da visita. Non “giornalista”, non “scrittore”, non “felicemente pensionato”, tutte definizioni corrette ma inadatte e incomplete.
Milanese di nascita (1949), romano di adozione dai vent’anni in poi, allievo, al Liceo Carducci, di Salvatore Guglielmino (sì, “il Guglielmino”, lui in persona!), laureato in Lettere.
Per anni ha pensato, lavorato, scritto articoli e saggi su sport e dintorni (Uisp e Arci Nazionale, poi giornalismo televisivo e insegnamento di sociologia dello sport). Alla Rai dal 1987 al 2009 (Tg2, Tgs, Rai International), negli ultimi dieci anni di lavoro, a Rainews24, ha virato verso le interviste a grandi scrittori di tutto il mondo, con la rubrica Incontri, per poi cimentarsi direttamente con la scrittura di un romanzo.
Ha scritto Lo sport (Ed. Riuniti, libri di base, 1982), Un matrimonio di interesse. Sport e televisione (con G. Iozzia), Servizio VPT Rai, 1986, Il pallone nella rete, Nuova Eri, 1990,
Una vita non basta. Memorie da una metamorfosi, Robin editore, 2013.
E’ autore, con Paolo Aleotti, del documentario Rai “Tutti i colori di una vita: Tiziano Terzani si racconta” (2006).

Stefano Lamorgese [facilmente irritabile]

libro-radice: L’oceano in punta di remi

Nato strabico, fu operato a 10 anni da un oculista distratto e rimase tale. Prima dell’intervento il suo occhio destro guardava un po’ troppo verso il naso; dopo, al contrario, cercava pigramente di guardare l’orecchio. Si accorse della persistenza del “difetto” guardandosi nello specchio dell’ascensore, mentre usciva per andare a scuola. Ne rimase spaventato e affascinato; i suoi occhi non convergevano: il destro se ne andava per conto suo, mentre il sinistro puntava dritto sull’oggetto dell’attenzione. Dove andasse a parare il suo occhio destro, non lo sapeva allora e non lo sa tuttora. Il fatto è che con l’occhio sinistro ha imparato a fare tutto quello che si chiede a un occhio: leggere, guardare, osservare, scrutare, fare l’occhiolino. Col destro – invece – non sa leggere; non sa guidare l’automobile; e percepisce i colori in modo alterato: il verde dei prati è sempre diverso da come glielo descrivono gli altri (d’accordo con l’occhio sinistro); in più: l’occhio destro è meno sensibile alla luce che ferisce chi ha gli occhi chiari. E i suoi sono verdi (della stessa tonalità).
La disarmonia visiva – niente sinossi, tridimensionalità incerta – è diventata la cifra della sua vita: sposato con una donna che ama, non ci convive. Vive proiezioni mecenatesche, ma è povero. Fa il giornalista per Report (Rai3), insegna (sociologia del pubblico dei musei, addirittura!) all’Università di Ferrara e ha anche scritto un bel tomo (I signori di Roma, NewtonCompton, 2015); ma sempre pensando ad altro. Soprattutto a come versare il vino nel bicchiere senza sporcare la tovaglia.

Francesca Minerva [biologica]

libro-radice: Le vene aperte dell’America Latina
Cresciuta in una casa piena di libri, ha iniziato fin da piccola a esplorare terre lontane attraverso autori di vari continenti. Finché il richiamo della Patria Grande si è fatto così intenso da trascinarla oltreoceano, non più solo con la fantasia. Tra la selva Lacandona del Messico, la Colombia e l’Amazzonia peruviana ha lavorato a fianco di organizzazioni indigene e conosciuto le loro lotte per la difesa de la Madre Tierra. Specializzata in cooperazione internazionale, ha diretto progetti per lo sviluppo di filiere agro-forestali sostenibili e la tutela della biodiversità. E li ha raccontati attraverso foto, reportage e video. Oggi si occupa di responsabilità sociale d’impresa e progettazione europea, nella Roma che ha imparato ad amare solo dopo averla guardata da molto lontano.

Olivia Quattrocchi [amante della natura]

libro-radice: L’ottavo arcano
Romana di nascita, classe 1979, ma con nonni del frosinate e di Merano. Un bel mix!
A Roma ci sono nata, ma sono cresciuta a Formello, come si diceva una volta “in campagna”, da quando avevo pochi mesi. Dalla culla in poi sono vissuta all’aria aperta, con prato e sole, sempre affiancata da un “fedele” compagno.
Proprio grazie a questo luogo ho sviluppato da subito un incondizionato amore per la natura, del quale ho preso consapevolezza solo in età più matura. Natura che oggi è una delle mie grandi passioni ed è diventata anche la base del mio lavoro:  da tre anni ho aperto, a Formello, il mio negozio di té, tisane, spezie e prodotti naturali, che oltre ad  essere un’attività commerciale, è più semplicemente la mia isola felice, il mio punto fermo, la mia ispirazione. Un luogo dove poter fare non solo commercio, ma qualcosa di più, e che proprio per questo è stato scelto come “Consolato di Formello” dell’associazione La città di Isaura, di cui sono, con grande onore, uno dei soci fondatori.
La seconda mia grande passione è l’architettura, con la quale, in famiglia, ho sempre avuto a che fare. Sia direttamente, per il lavoro dei miei genitori, sia indirettamente, per quello, in età giovanile, della mia nonna paterna. L’architettura è stata anche oggetto della mia prima fase di studi. Il piacere di progettare un oggetto o un ambiente ha, per me, qualcosa di davvero molto affascinante ed irresistibile. Ancora oggi.
La mia terza passione? Ovviamente la lettura. E terza non per importanza, ma per il fatto di essere ciò che ha accompagnato tutte le fasi della mia vita, da quando ero bambina, agli studi in età adulta e a quelli degli ultimi anni. Ma soprattutto sempre presente nei momenti di spensieratezza che ho voluto concedermi.

Silvano Piccardi [l’eterno dilettante della lettura]

libro-radice: Tom Sawyer
Attore, regista, autore, direttore di doppiaggio, consigliere di amministrazione di Nuovoimaie e…basta così. Mi piacerebbe che gli uomini tra loro e tra loro e la natura, trovassero un’amorosa convivenza armonica. Temo che non si sia su una buona strada….la nostra Città sia di buon auspicio.

Vittorio Picconi [vede bene soltanto col cuore]

libro-radice: Lettori selvaggi
Con Luciano Minerva ci siamo conosciuti nel 1987, durante i Mondiali di Atletica Roma ’87; lui lavorava all’ufficio stampa e io curavo l’immagine coordinata dell’Evento. Avevo realizzato soltanto da un anno il logo ufficiale dei Campionati del Mondo di Calcio Italia ’90, all‘età di 35 anni, nella piena maturazione professionale.
Negli anni a seguire, per una serie di ovvi collegamenti, la mia professione di grafico si è soprattutto sviluppata nel mondo dello sport. Sono seguiti i progetti dell’immagine coordinata di altri cinque Mondiali e la grafica di diverse Federazioni Sportive.
L’amore per i libri, e la viva curiosità mi hanno però sempre accompagnato come un binomio inscindibile e indispensabile per la mia professione.
Con Luciano ci siamo ritrovati, complice l’opera di Eduardo Galeano, dopo molti anni, in una caldissima serata estiva. Luciano e Alvaro Vatri, presentavano l’opera del grande scrittore uruguiano. Anche questo con Galeano fu un re-incontro: scrittore da me amato e letto anni prima. Da allora non ci siamo più persi, né con Galeano né con Luciano.
Alla nascita del progetto Isaura, è stato naturale aderire immediatamente, affiancando l’Associazione con il mio lavoro di grafico, cosa che obiettivamente mi riesce meglio.
Lascio volentieri a Luciano ad Alvaro e agli altri il compito della scelta e della lettura dei testi che ci accompagneranno in futuro.

Alvaro Vatri [l’essenziale è intendersi]

libro-radice: Pinocchio
Nato a Roma nel 1949. Diplomato in Pianoforte, laureato in Lettere Classiche, giornalista pubblicista. Dopo aver insegnato ed essere stato collaboratore della RAI come autore e conduttore di programmi radiofonici per Radiodue, dal 1980 ha lavorato come speaker del Telegiornale presso la RAI – Radiotelevisione Italiana. In ambito musicale è attivo come direttore di coro, “divulgatore” (conferenze, corsi e seminari accademici e pubblicistica), e dirigente nell’ambito dell’Associazionismo Corale Amatoriale Regionale e Nazionale.

 

IL BARONE RAMPANTE DA RACCONTARE NEI PARCHI

Eccolo, lo spettacolo già pronto, da portare nei parchi, nei giardini, nelle ville. E’ una riduzione del Barone Rampante di Italo Calvino, con una selezione accurata di brani dal romanzo già sperimentati, provati e riprovati e le immagini originali di Rosaria Torquati. L’assaggio è stato a Petritoli, a ottobre 2017, grazie a Roberto Ferretti. Questo è uno dei testi (il primo, probabilmente) più adatti per il nostro Librinparco. La scheda che pubblichiamo qui offre tutti i particolari. Scrivendo a lacittadiisaura@gmail.com si possono conoscere i costi e la scheda tecnica.

“La mia casa è dappertutto, dove posso salire, andando in su”

letture dal “Barone rampante” di Italo Calvino e altro
a cura di Luciano Minerva e Alvaro Vatri
letture di Aldo Cerasuolo e Antonella Civale
Intermezzi musicali di Marco Di Domenico
Costruzioni grafiche di Rosaria Torquati

 

Il romanzo di Calvino e la nostra lettura
“Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi.”
Comincia così il romanzo Il barone rampante di Italo Calvino, pubblicato nel 1957 per Einaudi. Nel 2017 abbiamo voluto ricordare e celebrare un doppio anniversario, reale e letterario: il 60mo della pubblicazione del libro, letto e amato da almeno tre generazioni, e il 250mo dell’anno in cui – come sintetizza Calvino – “un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più.” Abbiamo compiuto una scelta accurata di brani che permettono di riascoltare, in un ambiente naturale ideale, un libro che, come Peter Pan e Alice nel paese delle meraviglie, non è solo per i ragazzi, ma è adatto a tutti e si può leggere e comprendere su diversi livelli: un vero e proprio classico della letteratura.
Le storie del romanzo mettono l’accento sul rapporto tra Uomo e Natura, fondamentale e complesso; sulla possibilità di vedere la realtà e la vita sociale dall’alto, per comprenderle meglio; sulla costante, turbinosa e contraddittoria ricerca dell’amore; sul piacere universale di leggere, ascoltare, inventare storie e racconti; sull’aspirazione utopistica a uno Stato ideale, abitato da uomini giusti, immaginato da Calvino sugli alberi.
Questo lavoro non è un adattamento, ma una selezione di brani del fedele al ritmo narrativo, all’essenza, allo spirito del testo. E’ una “lettura recitata” dagli attori Aldo Cerasuolo e Antonella Civale, in un vero e proprio percorso suddiviso in scene da leggere in più siti, corrispondenti ai luoghi della narrazione, in scenari naturali.
Lo scenario ideale per questa lettura è in parchi e giardini pubblici e privati, capaci di richiamare negli ascoltatori, attraverso l’esperienza diretta e il coinvolgimento di tutti i sensi, il nostro pieno far parte della Natura.
I pannelli in canapa lunghi tre metri da appendere agli alberi, con scritte e disegni in bianco e nero, realizzati da Rosaria Torquati e le improvvisazioni eseguite al auto da Marco Di Domenico accompagnano attori e spettatori sul percorso narrativo, completandolo sul piano visivo e uditivo.
Per queste caratteristiche “La mia casa è dappertutto, dove posso salire, andando in su” o re una lettura attraente a più livelli, destinata a un pubblico eterogeneo per età e cultura.

Chi siamo
“La mia casa è dappertutto, dove posso salire, andando in su” è il frutto di un lavoro di squadra di persone che credono nel confronto, nel dialogo, nella fertilità creativa degli incontri tra esperienze diverse.
La collaborazione tra gli autori Luciano Minerva e Alvaro Vatri, giornalista uno, speaker dei Tg l’altro, nata da molti anni di esperienza comune alla Rai, per la rubrica Incontri di Rainews 24 con autori di tutto il mondo, prosegue con la creazione e promozione di iniziative culturali, che oggi hanno trovato spazio nella creazione, insieme con altri soci fondatori, ne La città di Isaura.
Luciano Minerva è autore di documentari (con Paolo Aleotti Tutti i colori di una vita. Tiziano Terzani si racconta) e ha curato, con Silvano Piccardi, spettacoli di “Teatro documentario” al Festivaletteratura di Mantova e a Dedica Pordenone.
Alvaro Vatri, laureato in lettere, diplomato in pianoforte, direttore di coro, giornalista pubblicista, promuove e divulga la cultura letteraria e musicale in varie forme, spesso multimediali.
Anche gli attori Aldo Cerasuolo e Antonella Civale lavorano insieme da anni, in letture pubbliche di poesia e prosa in spazi convenzionali e non, adatti comunque alla magia della parola.

Aldo Cerasuolo, attore e performer – con studi classici e di architettura, oltre che recitazione – cura egli stesso, il più delle volte, la selezione e l’adattamento dei testi. Il suo amore per i libri si è espresso anche nell’attività di libraio.
Antonella Civale, attrice di teatro, cinema e tv, diplomata all’Accademia Nazionale Silvio D’Amico, con specializzazioni in Italia e all’estero (una presso l’American Conservatory Theatre di San Francisco) è molto attiva nel Teatro o e insegna dizione e public speaking.
Il musicista Marco Di Domenico è un giovane e brillante falutista, vincitore di importanti premi, collabora con diverse istituzioni musicali e svolge una apprezzata attività concertistica in formazioni cameristiche e discografiche.
La graphic-designer Rosaria Torquati, product designer in libera professione dal 1990, progetta accessori di arredo, pelletteria e scarpe, e ama stimolare, in originali percorsi creativi, l’attenzione del pubblico con una ironica e inusuale costruzione della gura antropomorfa. Una serie di sue opere gra che sono state pubblicate dalla rivista della Ars Sutoria School di Milano.

LIBRIN PARCO. IL SENSO DI UN’IDEA


“Librinparco” è un nome, un’idea, un progetto in fieri, nato da una delle tante chiacchierate tra me e Alvaro Vatri, nell’estate di due anni fa. Avevamo osservato insieme che, almeno in Italia, mentre da anni parchi, boschi e giardini sono luoghi utilizzati per l’ascolto della musica dal vivo, sono soprattutto le piazze di piccole e grandi città a ospitare iniziative che hanno al centro i libri. Come se i libri fossero “urbani” e la musica “naturale”.
Non solo: i libri, troppo spesso, sono “oggetto” di parole, argomentazioni, presentazioni, dibattiti e alquanto raramente occasione di lettura ad alta voce. Persino durante le presentazioni non c’è la consuetudine di offrire agli ascoltatori assaggi significativi dei libri stessi.
Certo, i brani musicali hanno dimensioni e tempi che ne permettono la fruizione completa in una sola volta e difficilmente si possono sintetizzare e ridurre a suite, ad assaggi che ne riproducano sapori, atmosfere, ritmi narrativi.
Il progetto “Librinparco” si propone di portare il piacere della lettura e della narrazione dentro parchi e giardini, con particolare attenzione ai libri, alle narrazioni, al sapere, ai miti che riguardano proprio la Natura. Perché ascoltare, ad esempio, la lettura de Il barone rampante di Italo Calvino (è già pronta una nostra riduzione e gli attori l’hanno già provata), nel verde, fra gli alberi, permette di comprendere meglio il testo, il racconto, di ascoltare i suoni, cogliere i colori e i profumi, farsi invadere dall’ambiente a cui Calvino si è ispirato e di cui narra. (l.m.)

LA CITTA’ DI ISAURA SI PRESENTA AI CITTADINI DI FORMELLO

Tre appuntamenti, per la nostra associazione, nell’ambito dell’Estate formellese, in programma dal 21 giugno al 7 agosto. Tre occasioni, le prime nella cittadina che è nostra sede, per presentare, in luoghi diversi, con tre temi e tre eventi differenti tra loro, la nostra associazione, il suo progetto, quest’idea della gioia della lettura che ci auguriamo di poter trasmettere e condividere nel modo migliore.
Si comincia al CSA delle Rughe, giovedì 28 giugno alle 18,30, con la presentazione del libro di Antonio Cianciullo Ecologia del desiderio. Curare il pianeta senza rinunce, edito da Aboca edizioni. La presentazione sarà a cura di Luciano Minerva e Alvaro Vatri, che al CSA, con Le arti del lunedì (raccontare, leggere, ascoltare, mettersi nei panni dell’altro) ripresero la loro collaborazione alcuni anni dopo quella già ben sperimentata nella Rai.
Il secondo appuntamento è previsto presso la Biblioteca comunale a Palazzo Chigi, lunedì 2 luglio alle 18, con il titolo “I diritti dell’uomo nella letteratura”, Percorsi multimediali sui diritti universali dell’uomo, nel 70mo anniversario della Dichiarazione ONU. Grazie ai video delle Teche Rai si potranno ascoltare le parole di Premi Nobel e altri grandi scrittori sul tema dei diritti universali dell’uomo. Nel corso della manifestazione si svolgerà anche la Premiazione del Concorso Letterario “In viaggio sulla via Francigena edizione 2018”: grandi autori e scrittori in erba idealmente uniti dal piacere di scrivere e di leggere.
Il terzo appuntamento, alle 19 di mercoledì 4 luglio, sarà presso quella che La città di Isaura ha scelto come sede del proprio “Consolato di Formello”, grazie alla disponibilità di una dei soci fondatori, Olivia Quattrocchi: Te-Natura, in via Roma 16. In concomitanza con i campionati del mondo di calcio Luciano Minerva presenterà il suo romanzo pubblicato per Robin nel 2013, Una vita non basta. Memorie da una metamorfosi che ha al centro la strana e misteriosa figura di Paul, il polpo che divenne universalmente famoso per la capacità di indovinare i risultati (otto su otto) delle partite dei mondiali 2010. Titolo dell’evento “Il polpo Paul, mito dei mondiali 2010, era un ragazzo“.

Nella foto: la facciata di Palazzo Chigi a Formello

 

 

A VITERBO CON I VIDEO DI TERZANI, GROSSMAN, THICH NHAT HANH

La città di Isaura è ospite, a Viterbo, di Caffeina 2018, il festival in corso dal 22 giugno all’1 luglio. Luciano Minerva e Alvaro Vatri condurranno, martedì 26 alle 19, alla Sala Regia del Palazzo dei Priori, l’evento dal titolo “La pace dentro, la pace fuori”.
Al centro dell’iniziativa i video delle Teche Rai con le interviste a Tiziano Terzani, David Grossman e Thich Nhat Hahn: il giornalista-scrittore fiorentino, l’autore israeliano e il poeta e maestro spirituale vietnamita esprimono, a partire da esperienze di vita e culture profondamente diverse, un principio di fondo essenziale: la più grande atttività per la pace nel mondo parte dal lavoro su se stessi. Senza un profondo impegno per una pace dentro di noi, non si possono creare le condizioni per la pace nella comunità di cui facciamo parte, dalla famiglia, alla comunità alla società.
Ecco, dalle tre interviste realizzate fra il 2002 e il 2003 da Luciano Minerva per Rainews24, tre brani significativi del pensiero dei tre personaggi che si potranno riascoltare grazie ai materiali delle Teche Rai, riscoprendo parole e pensieri sempre attuali.

Tiziano Terzani:

“Dobbiamo una volta per tutte capire che la violenza non genera che violenza, che l’odio non produce che odio perché l’odio genera solo l’odio, perché in ognuno di noi c’è l’odio. Dentro di me, guardatemi bene,  c’è un ladro, un assassino, un pedofilo, un adultero, tutto, perché siamo tutto e il contrario di tutto. Solo che abbiamo anche la coscienza, questa meravigliosa coscienza, che dice al pedofilo, al ladro, all’assassino: che fai? sta’ bono. E allora dobbiamo prendere coscienza, ognuno di noi…”

David Grossman:

“Cosa vuol dire essere nati nella guerra, vivere in guerra per due, tre, quattro generazioni, crescere i propri figli sapendo che un giorno una guerra potrebbe portarli via. Bisogna ripartire dalla persona. In questa situazione non siamo realmente vivi, sopravviviamo e basta. E’ come uccidere una parte di noi stessi, per poter funzionare in questa catastrofe”

Thich Nhat Hanh:

“In America c’è ancora molta sofferenza, molti pensano di essere vittime della discriminazione, vittime dell’ingiustizia e l’America non riesce davvero a fermarsi ad ascoltare la sofferenza all’interno di se stessa. Ascoltando la tua sofferenza sarai capace di comprendere la sofferenza degli altri popoli e questo è il solo modo per ristabilire la comunicazione e ristabilendo la comunicazione attivi la comprensione e l’accettazione dell’altro, che è il solo modo per rimuovere la violenza e il terrorismo. Non si può sperare di rimuovere il terrorismo con le bombe, bisogna rimuoverlo con lo strumento del dialogo, ascolto profondo, ascolto compassionevole, usando un tipo di discorso amorevole perché la comunicazione sia di nuovo possibile.”

 

L’AUDITORIUM DELLA VIVA VOCE. IL SALVATAGGIO DI UNA VIDEOTECA RAI

180 scrittori di 62 Paesi, 15 Premi Nobel (otto della letteratura, sette della pace, della medicina o dell’economia), 240 servizi per un totale di oltre 50 ore di televisione. In nude cifre di offerta culturale la trasmissione Incontri di Rainews24, fra il 2000 e il 2009, è stata questo. Nell’intimo, per me, è esperienza di vita. Ma quando si parla di noi stessi e di ciò che abbiamo realizzato, la sfida è quella di rimanere in equilibrio nel passaggio tra microcosmo e macrocosmo, tra individuale e universale. Per questo è così difficile trovare la giusta misura, se ne esiste una. Ci provo raccontando una bella storia (una “buona notizia”) intrecciata alla nascita di questa stessa Città di Isaura.
La trasmissione che ideai e curai per tanti anni ha offerto per dieci stagioni televisive il giro del mondo della letteratura contemporanea, senza mai una trasferta all’estero. Incontri era stata fortemente voluta e difesa da Roberto Morrione, primo direttore di Rainews, ed era poi rimasta in palinsesto con il suo successore Corradino Mineo. Man mano che i maggiori scrittori al mondo passavano da Mantova, Torino, Roma, Percoto o Pordenone e pochi altri luoghi, per festival o altre manifestazioni, io e altri redattori di Rainews (Zouhir Louassini, Flaviano Masella, Fausto Pellegrini, Luigia Sorrentino e pochi altri) li …catturavamo: dopo averli letti e studiati, li convincevamo a donarci un’intervista o il permesso di ripresa. Quelle voci e quelle immagini hanno costituito il corpus della videoteca di “Incontri”, pubblicata fin dalla prima intervista sul sito web di Rainews24, grazie al lavoro di Stefano Lamorgese, Diego Mencarelli e di tutto lo staff della redazione web. Grazie a Francesco Laurenti le pagine del sito rimasero in funzione per alcuni anni e possono ora essere recuperate nel sito delle Teche Rai.
Il primo autore che incontrai fu David Grossman, al Festivaletteratura del 2000, l’ultima messa in onda fu quella di Eduardo Galeano, a maggio 2009 ( lui…l’avevo conosciuto e intervistato nel ’96, sul versante del giornalismo sportivo, quasi un’anteprima del mio lavoro successivo).
Poi, fino al 2015 – per sei lunghi anni dalla fine della trasmissione – l’archivio continuò a trovare rifugio in un anonimo armadio, posto lungo un corridoio della redazione di Rainews24. Anna Francesca Mezzina, Michela Centioni, Stefania Chiolo e altre preziose collaboratrici avevano, una settimana dopo l’altra, registrato, catalogato, conservato: le Teche hanno tutto ciò che va in onda sui tre canali principali, ma per il resto sono le singole redazioni a conservare, finché è possibile, i materiali. I nastri magnetici tornavano alla luce solo per motivi di cronaca: l’assegnazione di un Nobel, la scomparsa di una figura di spicco (si sa: i morti appena morti sono spesso più importanti dei vivi, per la tv). Allora mi facevo vivo con la mia vecchia redazione per segnalare che, sì, nell’armadio c’era l’ultima intervista di…, la voce di…, il volto di… Così, di tanto in tanto, gli scrittori di Incontri tornavano in tv. È capitato con le interviste a Mo Yan, Doris Lessing, Josè Saramago, Ryszard Kapuscinski, Gore Vidal, Antonio Tabucchi e molti altri. Voci e volti originali che tornavano a disposizione di tutti, grazie a quell’archivio personale, conservato e quasi dimenticato in un armadietto metallico. Fino alla scomparsa di Eduardo Galeano, il 13 aprile 2015, quando provvidi, con le lacrime agli occhi per la fine di un amico, a far mettere in onda i nostri due incontri.
Fu allora che entrò in gioco la sensibilità, l’attenzione e la cura di Gianluca Picciotti, vicedirettore delle Teche Rai. Vide i servizi, mi chiamò e dopo una settimana mi aiutò a svuotare l’armadietto di Rainews. Trasportò le trenta scatole di cassette da Saxa Rubra alla sede di via Col di Lana e pian piano fece provvedere all’acquisizione e alla digitalizzazione dei 225 servizi conservati (alcuni, ahimè, si erano smarriti). Esattamente due anni dopo, il 13 aprile 2017, è stata completata la trasformazione in digitale del lavoro di dieci anni e il sito delle Teche Rai ha cominciato a mettere in rete i servizi.
E nella primavera successiva – questa – ho dato vita a questo sito dal nome ispirato da Italo Calvino (altro spirito-guida, ma questa è un’altra storia….). Ne è promotrice questa invisibile Città di Isaura, rinata in forma associativa, fondata con me, tra l’altro, da due “pilastri” di Incontri: Alvaro Vatri, storico speaker della Rai, che ha dato voce italiana a molti degli scrittori intervistati e a Stefano Lamorgese, coideatore del sito Incontri, quasi vent’anni fa, insieme allo stesso Diego Mencarelli che ha creato questo nuovo sito. E a loro si aggiunge Silvano Piccardi, attore e regista con cui abbiamo portato in teatro, in occasione di manifestazioni letterarie, spettacoli multimediali su Terzani, Grossman, Soyinka, basati sui “vecchi” servizi.

Gli anni passano, le vere amicizie restano, come le parole, le voci, i pensieri, le idee dei tanti scrittori incontrati nel tempo. L’Auditorium della viva voce nella nostra città virtuale comioncia già ad essere un luogo magico dove poterli riascoltare.