AVOCADO E FRUTTI INVECE DELL’ORO. IL 3 GIUGNO DI GALEANO

LA VENDETTA DI ATAHUALPA

Il popolo di Tambogrande dormiva in un letto d’oro.
C’era oro sotto le case, e nessuno lo sapeva.
La notizia giunse insime all’ordine di sgombero. Il governo peruviano aveva venduto l’intero villaggio all’impresa Manhattan Minerals Corporation.
“Adesso sarete tutti militari”, gli dissero. Ma nessuno obbedì. Nel giorno di oggi dell’annno 2002 si conobbe il risultato del referendum: gli abitanti di Tambogrande decisero di continuare a vivere di avocado, manghi, lime e altri frutti della terra faticosamente strappata al deserto.
Loro sanno bene che l’oro maledice i luoghi dove compare: lascia colline fatte saltare dalla dinamite e fiumi avvelenati dai residui delle imprese minerarie, che contengono più cianuro che acqua benedetta.
E forse sanno anche che l’oro fa impazzire la gente, perché la fame d’oro vien mangiando.
Nel 1533 il conquistatore spagnolo Francesco Pizarro ordinò di strangolare Atahualpa, re del Perù, anche se Atahualpa gli aveva già consegnato tutto l’oro che pretendeva.

da Eduardo Galeano I figli dei giorni ed. Sperling&Kupfer.
Lo stesso autore, nel 2014, mi ha dato personalmente il permesso di pubblicare ogni pagina a mia scelta da questo libro, nelle date corrispondenti. (l.m.)

21 MAGGIO: IL GIORNO DELLA DIVERSITA’ CULTURALE (E. Galeano)

Nel 1906 un pigmeo catturato nella foresta del Congo giunse allo zoo del Bronx, a New York.
Venne chiamato Ota Benga e fu esposto al pubblico, in una gabbia, insieme a un orangutan e quattro scimpanzé. Gli esperti spiegavano che questo umanoide poteva essere l’anello perduto, e per confermare quel sospetto lo mostravano mentre giocava con i suoi fratelli pelosi.
Un po’ di tempo dopo, il pigmeo venne riscattato dalla carità cristiana.
Si fece il possibile, ma non ci fu modo. Ora Benga rifiutava di essere salvato. Non parlava, a tavola rompeva i piatti, colpiva chi volese toccarlo, era incapace di svolgere un lavoro qualunque, restava zitto nel coro della chiesa e mordeva chi volesse farsi fotografare con lui.
Alla fine dell’inverno del 1916, dopo dieci anni di addomesticamento, Ota Benga si sedette di fronte al fuoco, si denudò, bruciò le vesti che lo obbligavano a portare e puntò al cuore la pistola che aveva rubato.

da Eduardo Galeano I figli dei giorni ed. Sperling&Kupfer.
Lo stesso autore, nel 2014, mi ha dato personalmente il permesso di pubblicare ogni pagina a mia scelta da questo libro, nelle date corrispondenti. (l.m.)

IL 20 MAGGIO DI GALEANO. LE 35 ORE DELL’UTOPIA

UN RARO ATTO DI BUONSENSO

Nel 1998 la Francia dettò la legge che ridusse a 35 ore settimanali l’orario lavorativo.
Lavorare meno, vivere di più: Tommaso Moro lo aveva sognato nella sua Utopia, ma si dovette aspettare cinque secoli perché una nazione osasse finalmente commettere un simile atto di buonsenso.
In fin dei conti, a cosa servono le macchine se non a ridurre il tempo di lavoro e ampliare i nostri spazi di libertà? Perché il progresso tecnologico deve regalarci disoccupazione e angoscia?
Per una volta almeno, c’è stato un Paese che ha osato sfidare tanta assurdità.
Ma il buon sesno è durato poco. La legge delle 35 ore morì dieci anni dopo.

da Eduardo Galeano I figli dei giorni ed. Sperling&Kupfer.
Lo stesso autore, nel 2014, mi ha dato personalmente il permesso di pubblicare ogni pagina a mia scelta da questo libro, nelle date corrispondenti. (l.m.)

14 MAGGIO 1948 Nasce lo Stato di Israele. FARNE LE SPESE (E. Galeano)

Nel giorno di oggi del 1948 nacque lo Stato di Israele.
Pochi mesi dopo c’erano già più di ottocentomila palestinesi e più di cinquecento villaggi distrutti.
Questi villaggi dove crescevano gli ulivi, i fichi, i mandorli e gli alberi da frutto, giacciono sepolti sotto le autostrade, i centri commerciali e i luna park. Sono morti senza nome. Il Comitato dei Nomi delle nuove autorità ha ribattezzato la geografia.
Di Palestina ne resta poca ormai. L’implacabile divoramento del territorio implica diritti di proprietà generosamente concessi dalla Bibbia, e si giustifica con i duemila anni di persecuzione che il popolo ebreo ha sofferto.
La caccia agli ebrei è sempre stata un’abitudine europea, ma sono i palestinesi a farne le spese.

da Eduardo Galeano I figli dei giorni ed. Sperling&Kupfer, sul giorno di oggi 13 maggio.
Lo stesso autore, nel 2014, mi ha dato personalmente il permesso di pubblicare ogni pagina a mia scelta da questo libro, nelle date corrispondenti. (l.m.)

PER CANTARE, PER VEDERE

“Per vedere i mondi del mondo, cambia i tuoi occhi. Perché gli uccelli ascoltino il tuo canto, cambia la tua ugola.”
Questo dicono, questo sanno, gli antichi saggi nati alle sorgenti del fiume Orinoco.

da Eduardo Galeano I figli dei giorni ed. Sperling&Kupfer,  sul giorno di oggi 13 maggio.
Lo stesso autore, nel 2014, mi ha dato personalmente il permesso di pubblicare ogni pagina a mia scelta da questo libro, nelle date corrispondenti. 

IL PRIMO GIORNO DI ISAURA SECONDO GALEANO

Eduardo Galeano, il primo scrittore da me intervistato, con una bella amicizia coltivata per quasi vent’anni da quell’incontro del 1996, mi aveva personalmente autorizzato, nel 2014, a riprendere, per il sito elbadipaul, ogni pagina che avessi scelto dal suo libro I figli dei giorni, una per ogni giorno dell’anno.

Il sito non è più quello, ma la gioia di trascriverlo e condividerlo con il suo permesso resta intatta.

23 aprile (Giornata mondiale del Libro, data della fondazione della Città di Isaura)

Sono tutte storie

Oggi, Giorno del libro, vale la pena di ricordare che la storia della letteratura è un eterno paradosso.

Qual è l’episodio più popolare della Bibbia? Adamo ed Eva che mordono la mela. Nella Bibbia non c’è.

Platone non ha mai scritto la sua famosa frase: “Solo i morti hanno visto la fine della guerra”.

Don Chisciotte della Mancia non ha mai detto: “Abbaiano, Sancio, è segno che stiamo cavalcando.”

Non è mai stata detta o scritta da Voltaire la sua frase più famosa: “Non sono d’accordo con ciò che dici, ma difenderei fino alla morte il tuo diritto di dirlo”.

Georg Friedrich Hegel non ha mai scritto: “Grigia è la teoria, verde è l’albero della vita”.

Sherlock Holmes non ha mai detto: “Elementare, mio caro Watson”.

In nessuno dei suoi libri o dei suoi pamphlet Lenin ha scritto: “Il fine giustifica i mezzi”.

Bertolt Brecht non è l’autore della sua poesia più celebre: “Per primi portarono via i comunisti/ma a me non importò/ perché io non ero comunista…”

Jorge Luis Borges non è l’autore della sua poesia più conosciuta: “Se io potessi vivere nuovamente la mia vita/nella prossima cercherei di non commettere più errori.”