Il Barone Rampante in prima nazionale all’Elba

Eccola, finalmente, la Prima nazionale dello spettacolo “La mia casa è dappertutto, dove posso salire andando insù” riduzione, in lettura recitata, de Il barone rampante di Italo Calvino a cura di Luciano Minerva e Alvaro Vatri.
L’appuntamento e all’isola d’Elba, nell’ambito delle iniziative promosse dal Parco  Nazionale dell’Arcipelago Toscano e dall’Elba Book Festival.
Giunto alla sua quinta edizione, questo festival dell’editoria indipendente (che quest’anno di estende ad altri luoghi, oltre a Rio nell’Elba) si è arricchito di iniziative che ampliano il calendario della manifestazione ufficiale. In collaborazione con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e con La città di Isaura, associazione per la gioia della lettura, sarà dunque in scena per la prima volta, nell’ambito del Trekking Book Festival, questa lettura recitata di parti del romanzo di Calvino. Il luogo scelto per l’evento è l’Eremo di Santa Caterina, nell’Orto dei semplici, luogo suggestivo e coinvolgente a Rio nell’Elba, destinato da anni a manifestazioni culturali e musicali.
Lo spettacolo, che ha il patrocinio della Federparchi Nazionale, prevede che il pubblico si muova con gli attori (Aldo Cerasuolo e Antonella Civale) e i musicisti (Eleonora Minerva al violino, Marco Taraddei al fagotto) seguendo la lettura in cinque diverse postazioni nell’Orto dei semplici dell’Eremo. Teli di canapa lunghi tre metri, ideati e disegnati a mano da Rosaria Torquati penderanno dagli alberi a comporre una scenografia adatta a uno spettacolo pensato per rappresentazioni in parchi, ville e giardini.

Il barone rampante aprirà il Congresso della Federparchi

Sarà una lettura di Italo Calvino da Il barone rampante ad aprire il Congresso Nazionale della Federparchi, che riunisce  oltre 160 organismi di gestione di parchi nazionali e regionali, aree marine protette, riserve naturali regionali e statali, oltre ad alcune Province, Regioni e diverse associazioni ambientaliste. Il Congresso è in programma a Roma, al Grand Hotel de la Minerve, il 24 e 25 ottobre.
Dopo aver concesso il patrocinio alla nostra riduzione del testo che andrà sotto il titolo di “La mia casa è dappertutto, dove possa salire andando in su“, la Federparchi ci ha anche invitato a una lettura pubblica, davanti ai duecento congressisti, di un brano del libro in cui il protagonista, Cosimo di Rondò, organizza, dall’alto degli alberi, lo spegnimento di un incendio.
Saranno gli attori Antonella Civale e Aldo Cerasuolo, che hanno preparato con noi la lettura recitata da proporre nei parchi e nelle riserve naturali, a leggere il brano, mentre scorreranno sullo sfondo le immagini dei disegni originali realizzati da Rosaria Torquati. La lettura sarà introdotta e conclusa dalle musiche di un flauto scelte da Marco Di Domenico, altro protagonista dello spettacolo.
Nel racconto di Italo Calvino spicca una frase che dà il senso di questa presenza, in apertura del dibattito congressuale, quasi una premessa alla relazione del presidente nazionale Giampiero Sammuri:

Cosimo capì questo: che le associazioni rendono l’uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e dànno la gioia che raramente s’ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c’è onesta e brava e capace e per cui vale la pena di volere cose buone.”

(Nella foto: Antonella Civale e Aldo Cerasuolo, in una prova a Petritoli)

Patrocinio della Federparchi al “nostro” Barone rampante

Non c’è modo migliore, per festeggiare il compleanno di Italo Calvino, nato il 15 ottobre 1923, che annunciare il patrocinio concesso dalla Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali alla lettura in riduzione de Il barone rampante che ci auguriamo di portare in scena in uno o più dei tanti parchi e riserve naturali italiani. “La mia casa è dappertutto, dove posso salire andando in su”.
Gli attori Aldo Cerasuolo e Antonella Civale ne daranno un breve saggio nel IX Congresso Nazionale della Federparchi, in programma a Roma il 24 e 25 ottobre, sul tema “Parchi, comunità, territorio e competenze”. In questo video le prime pagine del libro nella loro lettura teatrale a Petritoli, a ottobre 2017.

 

IL BARONE RAMPANTE DA RACCONTARE NEI PARCHI

Eccolo, lo spettacolo già pronto, da portare nei parchi, nei giardini, nelle ville. E’ una riduzione del Barone Rampante di Italo Calvino, con una selezione accurata di brani dal romanzo già sperimentati, provati e riprovati e le immagini originali di Rosaria Torquati. L’assaggio è stato a Petritoli, a ottobre 2017, grazie a Roberto Ferretti. Questo è uno dei testi (il primo, probabilmente) più adatti per il nostro Librinparco. La scheda che pubblichiamo qui offre tutti i particolari. Scrivendo a lacittadiisaura@gmail.com si possono conoscere i costi e la scheda tecnica.

“La mia casa è dappertutto, dove posso salire, andando in su”

letture dal “Barone rampante” di Italo Calvino e altro
a cura di Luciano Minerva e Alvaro Vatri
letture di Aldo Cerasuolo e Antonella Civale
Intermezzi musicali di Marco Di Domenico
Costruzioni grafiche di Rosaria Torquati

 

Il romanzo di Calvino e la nostra lettura
“Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi.”
Comincia così il romanzo Il barone rampante di Italo Calvino, pubblicato nel 1957 per Einaudi. Nel 2017 abbiamo voluto ricordare e celebrare un doppio anniversario, reale e letterario: il 60mo della pubblicazione del libro, letto e amato da almeno tre generazioni, e il 250mo dell’anno in cui – come sintetizza Calvino – “un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più.” Abbiamo compiuto una scelta accurata di brani che permettono di riascoltare, in un ambiente naturale ideale, un libro che, come Peter Pan e Alice nel paese delle meraviglie, non è solo per i ragazzi, ma è adatto a tutti e si può leggere e comprendere su diversi livelli: un vero e proprio classico della letteratura.
Le storie del romanzo mettono l’accento sul rapporto tra Uomo e Natura, fondamentale e complesso; sulla possibilità di vedere la realtà e la vita sociale dall’alto, per comprenderle meglio; sulla costante, turbinosa e contraddittoria ricerca dell’amore; sul piacere universale di leggere, ascoltare, inventare storie e racconti; sull’aspirazione utopistica a uno Stato ideale, abitato da uomini giusti, immaginato da Calvino sugli alberi.
Questo lavoro non è un adattamento, ma una selezione di brani del fedele al ritmo narrativo, all’essenza, allo spirito del testo. E’ una “lettura recitata” dagli attori Aldo Cerasuolo e Antonella Civale, in un vero e proprio percorso suddiviso in scene da leggere in più siti, corrispondenti ai luoghi della narrazione, in scenari naturali.
Lo scenario ideale per questa lettura è in parchi e giardini pubblici e privati, capaci di richiamare negli ascoltatori, attraverso l’esperienza diretta e il coinvolgimento di tutti i sensi, il nostro pieno far parte della Natura.
I pannelli in canapa lunghi tre metri da appendere agli alberi, con scritte e disegni in bianco e nero, realizzati da Rosaria Torquati e le improvvisazioni eseguite al auto da Marco Di Domenico accompagnano attori e spettatori sul percorso narrativo, completandolo sul piano visivo e uditivo.
Per queste caratteristiche “La mia casa è dappertutto, dove posso salire, andando in su” o re una lettura attraente a più livelli, destinata a un pubblico eterogeneo per età e cultura.

Chi siamo
“La mia casa è dappertutto, dove posso salire, andando in su” è il frutto di un lavoro di squadra di persone che credono nel confronto, nel dialogo, nella fertilità creativa degli incontri tra esperienze diverse.
La collaborazione tra gli autori Luciano Minerva e Alvaro Vatri, giornalista uno, speaker dei Tg l’altro, nata da molti anni di esperienza comune alla Rai, per la rubrica Incontri di Rainews 24 con autori di tutto il mondo, prosegue con la creazione e promozione di iniziative culturali, che oggi hanno trovato spazio nella creazione, insieme con altri soci fondatori, ne La città di Isaura.
Luciano Minerva è autore di documentari (con Paolo Aleotti Tutti i colori di una vita. Tiziano Terzani si racconta) e ha curato, con Silvano Piccardi, spettacoli di “Teatro documentario” al Festivaletteratura di Mantova e a Dedica Pordenone.
Alvaro Vatri, laureato in lettere, diplomato in pianoforte, direttore di coro, giornalista pubblicista, promuove e divulga la cultura letteraria e musicale in varie forme, spesso multimediali.
Anche gli attori Aldo Cerasuolo e Antonella Civale lavorano insieme da anni, in letture pubbliche di poesia e prosa in spazi convenzionali e non, adatti comunque alla magia della parola.

Aldo Cerasuolo, attore e performer – con studi classici e di architettura, oltre che recitazione – cura egli stesso, il più delle volte, la selezione e l’adattamento dei testi. Il suo amore per i libri si è espresso anche nell’attività di libraio.
Antonella Civale, attrice di teatro, cinema e tv, diplomata all’Accademia Nazionale Silvio D’Amico, con specializzazioni in Italia e all’estero (una presso l’American Conservatory Theatre di San Francisco) è molto attiva nel Teatro o e insegna dizione e public speaking.
Il musicista Marco Di Domenico è un giovane e brillante falutista, vincitore di importanti premi, collabora con diverse istituzioni musicali e svolge una apprezzata attività concertistica in formazioni cameristiche e discografiche.
La graphic-designer Rosaria Torquati, product designer in libera professione dal 1990, progetta accessori di arredo, pelletteria e scarpe, e ama stimolare, in originali percorsi creativi, l’attenzione del pubblico con una ironica e inusuale costruzione della gura antropomorfa. Una serie di sue opere gra che sono state pubblicate dalla rivista della Ars Sutoria School di Milano.

L’ISAURA NARRATA DA CALVINO…E LA NOSTRA

Isaura, città dai mille pozzi, si presume sorga sopra un profondo lago sotterraneo. Dappertutto dove gli abitanti scavando nella terra lunghi buchi verticali sono riusciti a tirar su dell’acqua, fin là e non oltre si è estesa la città: il suo perimetro verdeggiante ripete quello delle rive buie del lago sepolto, un paesaggio invisibile condiziona quello visibile, tutto ciò che si muove al sole è spinto dall’onda che batte chiusa sotto il cielo calcareo della roccia.

Di conseguenza religioni di due specie si danno a Isaura. Gli dei della città, secondo alcuni, abitano nella profondità, nel lago nero che nutre le vene sotterranee. Secondo altri gli dei abitano nei secchi che risalgono appesi alla fune quando appaiono fuori della vera dei pozzi, nelle carrucole che girano, negli argani delle norie, nelle leve delle pompe, nelle pale dei mulini a vento che tirano su l’acqua delle trivellazioni, nei castelli di traliccio che reggono l’avvitarsi delle sonde, nei serbatoi pensili sopra i tetti in cima a trampoli, negli archi sottili degli acquedotti, in tutte le colonne d’acqua, i tubi verticali, i saliscendi, i troppopieni, su fino alle girandole che sormontano le aeree impalcature d’Isaura, città che si muove tutta verso l’alto.

(da Le città invisibili, Einaudi, 1972)

Eccola, la città invisibile di Isaura inventata di Italo Calvino, la prima delle “città sottili” che noi, amanti della gioia della lettura, abbiamo scelto per abitarla e farla vivere al di là delle pagine di un libro. Questa città ha la sua caratteristica principale nel mettere in relazione il visibile e l’invisibile, con l’acqua che scorre in profondità e che dà vita a tutto. Isaura è la città la cui superficie coincide perfettamente con “le rive buie del lago sepolto”.

Andrea Biggio, alcuni anni fa, ne ha fatto un’analisi attenta in quest’articolo sul blog di Marco Minghetti, ricordando l’amore che Calvino aveva per Carl Gustav Jung. “Se vogliamo che le foglie del nostro albero possano toccare il cielo dobbiamo consentire alle nostre radici di scendere fino all’inferno” scrive Biggio citando Jung, per poi collegare alla descrizione della “città dai mille pozzi” l’ideogramma del “pozzo” tratto da I Ching.

Questa è una città impensabile senza il nutrimento delle “acque scure” (ma solo perché non arriva la luce) e senza il gioco infinito dello scavare e tirare su l’acqua dai pozzi, dove le divinità, secondo le due religioni esistenti, stanno nel profondo, ferme nel lago sotterraneo dell’inconscio, o sono quelle che presiedono al movimento, alla trasformazione, alla relazione incessante fra realtà visibile e invisibile rappresentata da tutti i più piccoli congegni, più o meno conosciuti: chi sa che cosa sono la “noria” o il “troppopieno” senza consultare il dizionario?

Per noi che siamo arrivati in questa città partendo dalla riscoperta del Barone rampante la “città che si muove tutta verso l’alto” richiama ancora una volta Cosimo di Rondò che, avendo scelto di passare la vita in cima agli alberi, considerava la sua casa “dappertutto, dappertutto dove possa salire andando in su”.

Forse la gioia di leggere e ascoltare letture ad alta voce è proprio in questo librarsi verso l’alto, anche grazie e attraverso i libri.

L’AMICIZIA, MOTORE DELL’ASSOCIAZIONE

Era un pomeriggio d’estate, due anni fa. Alvaro Vatri e io siamo amici da quando cominciai a coinvolgerlo, come speaker Rai, per la rubrica Incontri, chiedendogli in prestito la voce da dare agli scrittori stranieri per la traduzione italiana e da regalare a una lettura attenta e sensata dei testi. Da amante della letteratura qual è, fu naturale andare oltre la collaborazione di ruoli, coinvolgerlo nei montaggi e nelle scelte da fare, un’intervista dopo l’altra. Da quando siamo in pensione ci sentiamo e vediamo con la stessa frequenza, non più “per lavoro”. Da una delle nostre lunghe e amabili chiacchierate … sull’Universo scaturisce, in quel pomeriggio d’estate, un’idea sul rapporto tra la natura e i libri. Perché – ci chiediamo – si stanno diffondendo le iniziative di musica nella natura (con Mario Brunello e il suo violoncello a far da apripista sulle Dolomiti e decine di altre a seguire), mentre le letture di libri restano prevalentemente riservate ai teatri o sale al chiuso e nelle piazze delle città?

Perché gli ambienti naturali non possono ospitare, insieme alla musica e all’arte figurativa (anche la Land Art sta ormai prendendo piede), il piacere di leggere e ascoltare? Perché non usare gli scenari naturali per arrivare, grazie alla voce, più vicini al cuore e alla sensibilità più profonda di chi ha scritto e di chi ascolta? Qualche esempio di apripista c’è anche in questo campo, nulla si inventa dal nulla. Una quindicina di anni fa ero rimasto colpito dalla lettura di Dante da Sandro Lombardi, di sera, nel parco di una villa palladiana. Sista Bramini, col suo gruppo preparato, affiatato e delizioso di O’ Thiasos, recita quasi esclusivamente in spazi naturali, riscoprendo ovunque i genius loci e la sua esperienza è stata raccontata in un libro sul Teatro Natura.

A me piace creare nomi, prima ancora di passare ai progetti. E così mi venne in mente, quel giorno, “Librinparco”. Il nome restò lì, nella mente e in un appunto. Poi….poi sono successe molte cose, tutte intorno alla relazione tra natura e cultura. Avevo intervistato nel 2003 Libereso Guglielmi, il giardiniere che lavorava coi genitori di Calvino, coetaneo di Italo e cresciuto con lui. Da lui alla rilettura del Barone Rampante il passo è stato breve. E cosa c’era di più bello di proporre una riduzione di questo romanzo da leggere nell’ambiente naturale dei Parchi? La rilettura di Italo Calvino è stato il centro intorno a cui abbiamo ruotato per mesi, scoprendone la grande attualità, quella dei classici della letteratura. E così abbiamo cominciato a pensare a un’associazione capace di portare in tour questa lettura, base ideale per una manifestazione da chiamare Librinparco. Una volta trasferitomi a Formello, a un chilometro da Alvaro, tutto è stato più semplice, compresa la realizzazione di un’idea associativa.

Abbiamo cominciato così ad aggregare, per interessi affini, uno alla volta, gli altri cinque soci cofondatori di Isaura: Francesca Minerva, mia figlia, che tra i libri di casa ha sguazzato sempre, fin da bimba, accrescendone poi ed ampliandone la collezione con libri sui temi della solidarietà e della salvaguardia dell’ambiente (e non solo); Vittorio Picconi, ora autore del nostro logo, oltre a quello di Italia ’90 e altri sopraffini, carissimo amico ritrovato dopo anni, guarda caso, in una lettura pubblica di Eduardo Galeano allestita da me e Alvaro; Stefano Lamorgese, amico inseparabile, compagno d’avventura prima a Rainews, poi nel lungo viaggio di Paul il polpo dalla realtà alla fantasia del mio unico romanzo, Una vita non basta. Memorie da una metamorfosi; Silvano Piccardi, attore-doppiatore-regista-autore, con cui ci siamo scoperti subito affini, per interessi e sensibilità, in un evento dedicato a Venezia a Tiziano Terzani e con cui siamo stati coautori di spettacoli con video, letture e musiche in festival letterari; Olivia Quattrocchi, una giovane donna conosciuta, con Alvaro, da pochi mesi: gestisce un negozio di the-erboristeria a Formello che ha nella Qualità la sua caratteristica principale ed è già oggi, di fatto, un luogo di dialoghi improvvisati e una sorta di salotto letterario.

Ogni Associazione un po’ reale un po’ utopica come la nostra è come una città invisibile…e così siamo di nuovo a Italo Calvino. Isaura è la prima “città sottile” delle sue Città invisibili, che mette in relazione proprio il Visibile e l’Invisibile e ha il suo territorio verdeggiante che coincide con le parti di sottosuolo dove scorre l’acqua.

Isaura (nome scelto dopo un sondaggio fra una trentina di amici) ci corrisponde. E’ il nome di una Città invisibile, ma anche di una pianta e persino di …un polpo, animale cui ho dedicato il mio primo e unico romanzo. Quanto alla “gioia della lettura”, scopo manifesto del nostro programma, ce l’ha involontariamente suggerito un intervento di Lella Costa a Libri come, a Roma, sulla lettura come esperienza capace di produrre gioia. Ci siamo tutti subito riconosciuti, per conoscenza diretta, sulla nostra pelle. Ed eccoci qua, pronti a viaggiare, e speriamo di farlo con leggerezza calviniana, sull’onda delle parole e delle voci.

Buon viaggio a noi e a tutti coloro che incontreremo da oggi in poi, a partire da chi ci legge qui.

Luciano Minerva

Eva Mameli Calvino, la prima botanica italiana

Il 31 marzo scorso sono passati quarant’anni dalla sua scomparsa. E solo ora la figura di Eva Mameli Calvino, madre di Italo, sta uscendo dall’ombra del figlio scrittore e del marito Mario, che con lei ha sempre condiviso le esperienze di sperimentazione e di grande innovazione della botanica in Italia. E’ uscito di recente un libro, Eva Mameli Calvino, di Elena Accati, già autrice di Fiori in famiglia. Storia e storie di Eva Mameli Calvino. Aveva lo stesso titolo un altro testo di Elena Macellari, ali&no editrice, e lo scorso anno era uscito Eva Mameli Calvino. Gli anni cubani (1920-25) di Maria Cristina Secci per Franco Angeli.

Insieme ad Alvaro Vatri, dopo aver lavorato alla riduzione del Barone Rampante da rappresentare nei Parchi, abbiamo allestito, con gli stessi attori del Barone, Aldo Cerasuolo e Antonella Civale, una conferenza-spettacolo, che abbiamo rappresentato a marzo alla Libreria Tlon di Roma e che è pronta a viaggiare per chi fosse interessato. Questa la scheda.

TUTTO MERITO DI EVA?

Il Barone Rampante, Italo Calvino e sua madre (Eva), prima botanica in Italia

Conferenza-spettacolo multimediale. Durata 1 ora e 15’ circa

 Il Barone Rampante è ormai un classico della letteratura. 60 anni dopo la sua pubblicazione e …250 anni dopo la salita di Cosimo di Rondò sugli alberi, il romanzo di Italo Calvino merita di essere riscoperto, come lettura non solo per ragazzi ma per tutti, per i vari livelli di lettura possibili, come Alice, Peter Pan, Robinson Crusoe o Gulliver. E’ il romanzo italiano del Novecento che più di ogni altro parla del rapporto tra Uomo e Natura. Il suo autore, non tutti lo sanno, era figlio di due tra i più importanti botanici italiani, Mario Calvino ed Eva Mameli, prima ragazza a frequentare un liceo in Sardegna e prima donna ad avere in Italia una cattedra di botanica. Di Mario si è detto molto, di Eva (a quarant’anni dalla scomparsa) solo ora si riscoprono le qualità e la forte influenza sul figlio narratore.

Partendo dal brano iniziale del romanzo, che presenta la madre di Cosimo di Rondò come “la Generalessa” abbiamo curiosato su Eva, figlia di un colonnello e cercato tracce della sua storia di vita e del suo rapporto col figlio scrittore attraverso letture, testimonianze, filmati originali Rai.

Il disegno di Eva Mameli e Italo Calvino è di Rosaria Torquati.