70 anni dalla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo. Le voci degli scrittori

Il 10 dicembre 1948 l’ONU proclamò, tre anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, la Dichiarazione Universale dei Diritti umani. Se ne parla molto, specie in occasione degli anniversari “tondi”, ma la si conosce poco. Ecco una piccola parte del Preambolo e i primi due articoli:
Dal preambolo:
Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo;
Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione;
Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

La città di Isaura ha promosso, a Ostia e Formello, due iniziative nei mesi scorsi, proponendo attraverso i filmati delle Teche Rai le voci di alcuni scrittori: i Premi Nobel Nadine Gordimer, Toni Morrison, Gao Xingjian, e Eduardo Galeano, Ryszard Kapuściński , Madri di Plaza de Mayo. Ognuno di loro aiuta a fornirci un quadro ampio dei Diritti umani, tema presente nella letteratura di tutti i tempi. E’ il momento di riascoltarli.

Il castello delle voci: interviste Rai a dodici autori, quattro Premi Nobel

Questo sito è nato, ad aprile 2018, con un proposito, fra gli altri: divulgare le parole, le voci, le immagini di scrittori di tutto il mondo, con i servizi realizzati per la rubrica Incontri di Rainews 24. La storia del salvataggio di una intera videoteca l’ho raccontata qui, in un post che la riassume.
La sezione Il Castello delle voci del sito ha pubblicato in questi mesi 15 dei 220 servizi digitalizzati dalle Teche Rai. Eccoli, in ordine alfabetico, con i link ai singoli servizi:

Eduardo Galeano (Uruguay) Intervista a Roma, 1999)
Gao Xin Jiang
(Cina, Premio Nobel 2000), intervista a San Miniato e Pisa, 2006
Nadine Gordimer
(Sudafrica, Premio Nobel 1991), intervista a Milano, 2007
David Grossman
(Israele) Intervista del 2000 sull’intimità, nel Giardino segreto di Isabella d’Este, a Mantova
Libereso Guglielmi
(Italia, “il giardiniere di Calvino“), Intervista a Sanremo, 2003
Ryszard Kapuscinski
(Polonia), lectio magistralis a Udine, 2006
Madres de Plaza de Mayo
 (Argentina), intervista a Percoto (Ud), Premio Nonino 2006.
Alberto Manguel
1 (Argentina,…leggeva libri a Borges), Intervista a Mantova, 2003
Alberto Manguel 2 Intervista a Ostia, 2005
Toni Morrison
, (Usa, Premio Nobel 1997), incongtro pubblico al Festivaletteratura di Mantova 2002
Josè Saramago
(Portogallo, Premio Nobel 1998), Intervista a Genova, 2001, a bordo del vascello del film Pirati di Polanski
Thich Nhat Hanh
(Vietnam), Intervista a Castelfusano, 2003
Tiziano Terzani
1 (Italia), Intervista su Lettere contro la guerra, Firenze, 2002
Tiziano Terzani 2 Ultimo incontro pubblico, Festivaletteratura, Mantova 2002
Tiziano Terzani 3 Un altro giro di giostra. Sintesi in 12′.

L’elenco è aggiornato al 25 ottobre 2018. Di mese in mese ne pubblicheremo gli aggiornamenti.

 

 

 

DIRITTI UMANI E VIA FRANCIGENA: UN ABBINAMENTO FERTILE

Non ci poteva essere abbinamento migliore tra due iniziative. Nell’estate formellese, la sera del 2 luglio, il percorso multimediale attraverso le voci di grandi scrittori e la premiazione del concorso letterario “In viaggio sulla via Francigena” si sono combinati come meglio non si poteva.
Nel cortile di palazzo Chigi, per tutta l’ora e mezza dell’evento, si è respirata attenzione: un ascolto vero delle parole profonde e intense dei Premi Nobel Nadine Gordimer, Toni Morrison ,   Gao Xing Jian, e poi ancora di Ryszard Kapuscinski, Eduardo Galeano e le Madres di Plaza de Mayo . Voci provenienti da quattro continenti andavano a comporre un quadro dei diritti universali che ci appartengono, ma di cui non sempre e non tutti siamo coscienti. Al centro il tema della fratellanza, ben richiamata nell’articolo uno della Dichiarazione universale dei diritti proclamata dall’ONU settant’anni fa, con le ferite fresche e i lutti lasciati in ogni Paese dalla seconda guerra mondiale. E altrettanto centrale era il tema della nostra relazione con l’Altro, con cui condividiamo sempre e in ogni caso l’umanità.


La combinazione tra i due eventi, voluta dall’Assessore alla cultura Federico Palla con il contributo del suo prezioso staff, ha permesso da un lato di mettere in relazione i grandi scrittori di altri Paesi e gli scrittori in erba (e non solo) di Formello; dall’altro di collegare i temi dei diritti e quelli apparentemente distanti della via Francigena: entrambi invece si fondano sull’incontro e l’ascolto dell’Altro, come si ricava dalla stessa lettura degli scritti che hanno partecipato al concorso (quelli premiati troveranno presto spazio in questo sito).
La serata, cui ha partecipato, con un suo intervento il sindaco Gian Filippo Santi, è stata anche l’occasione per presentare, nel modo più concreto e attivo possibile, La città di Isaura. Un buon avvio, per un’Associazione appena nata, con un primo contatto con la scuola. Se son rose fioriranno, nella prossima stagione.

(foto di Francesca Minerva)

MADRES DI PLAZA DE MAYO: UN CAMMINO DI GIUSTIZIA E DI AMORE

Ho incontrato Hevel Petrini, detta Beba, quando alle Madres di Plaza de Mayo fu assegnato il Premio Nonino, nel gennaio del 2006. Era lei a rappresentare lì le madri di migliaia di desaparecidos torturati e uccisi dalla dittatura argentina del generale Videla tra il 1976 e il 1981, quelle donne che per oltre trent’anni, a partire dal 1977, si sono ritrovate ogni giovedì mattina davanti alla Casa Rosada, il palazzo del potere di Buenos Aires, per chiedere conto dei loro figli, ai quali era stata tolta non solo la voce, ma la vita e persino il corpo, gettato nell’Oceano o nelle fosse comuni.
“Noi madri non parliamo di morte, noi madri parliamo di vita. Noi madri lottiamo per la vita, per i giovani, per questi bei giovani del mondo, perché non ci sia fame, perché non ci sia disoccupazione, perché non ci sia guerra, perché non ci sia morte, per un mondo migliore, per un mondo dove tutti abbiamo gli stessi diritti, per un mondo dove tutti abbiamo le stesse opportunità, dove la parola fame sia bandita dal mondo. Noi madri chiediamo, lottiamo per questo. Perché questo chiedevano i nostri figli. Siamo tanto orgogliose di loro, tanto felici di averli partoriti, tanto felici di poter proseguire la loro lotta e tanto riconoscenti a queste persone che ci danno questo premio per poter proseguire in questa lotta.”
Il suo discorso, nel ricevere il Premio, è tra le cose più emozionanti che mi sia mai capitato di ascoltare. Ricordo il brivido collettivo e la sensazione di straordinaria empatia con cui tutti accogliemmo quel discorso appassionato.
A trent’anni e diecimila chilometri di distanza, ascoltandola, tutto quello che è accaduto in Argentina e dovunque si calpesti il diritto all’espressione e alla vita ridiventa improvvisamente più concreto, terribile e presente grazie a questa donna di 75 anni che un giorno, quand’era giovane, ha visto suo figlio uscire di casa e, come altre trentamila donne, non ne ha più saputo nulla e da allora vive per dare voce al sogno di suo figlio: quello di un mondo migliore.

Nell’intervista che mi rilasciò per Rainews24 e che fa parte del patrimonio delle Teche Rai, Beba Petrini raccontò anche l’esperienza delle Madres con la scrittura, essenziale per far conoscere e condividere la loro storia.

 

 

DOPPIO APPUNTAMENTO LUNEDI’ IN BIBLIOTECA A FORMELLO: DIRITTI UMANI E CONCORSO SULLA VIA FRANCIGENA

Secondo appuntamento a Formello per la nostra Associazione. Lunedì 2 luglio, alle 18, nella Biblioteca comunale, proponiamo, nell’ambito dell’Estate formellese, un breve percorso multimediale che collega il 70mo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’ONU e la letteratura. Si potranno ascoltare, in brevi sintesi dai video delle Teche Rai, le voci di sei scrittori di tutto il mondo: tre premi Nobel, la sudafricana Nadine Gordimer, la statunitense Toni Morrison e il cinese in esilio Gao Xing Jian, oltre al grande reporter polacco Ryszard Kapuscinski, tra i maggiori conoscitori del continente africano, Eduardo Galeano, uruguaiano, tra i maggiori autori latinoamericani e una delle Madres di Plaza de Mayo, italo-argentina. Sarà un’occasione per conoscere le voci e il pensiero di scrittori e personaggi poco noti al grande pubblico, ma che sono di grandissima utilità per comprendere il nostro tempo. Da tutti loro ci sarà da apprendere qualcosa intorno ai diritti universali sanciti dalla Dichiarazione dell’ONU del 1948. (In corrispondenza di ogni nome sottolineato si può accedere ai corrispondenti post del nostro sito e ai video delle Teche Rai, con allegati i testi delle interviste.)

L’incontro, per una interessante e originale scelta dell’Assessorato alla Cultura e alle Tradizioni, si svolge insieme alla premiazione del Concorso letterario “In viaggio sulla via Francigena”, in un’unione ideale in cui chi comincia a cimentarsi con la scrittura potrà ascoltare chi alla scrittura ha dedicato la vita.

 

I diritti umani nelle voci degli scrittori

In una pagina de Il libro degli abbracci, dal titolo “La funzione dell’arte” Eduardo Galeano racconta di un bimbo che vede per la prima volta il mare e, dopo essere rimasto “muto di bellezza, quando alla fine riuscì a parlare, tremando, balbettando, chiese a suo padre: “Aiutami a guardare!“.
Siamo partiti da quest’immagine, Alvaro e io, per presentare, nei locali della Biblioteca Elsa Morante di Ostia, l’8 maggio, una breve antologia di voci di grandi scrittori sul tema dei diritti umani. L’arte della letteratura, da sempre, può aiutarci a guardare più a fondo e a comprendere meglio, attraverso le storie e i racconti, quei diritti universali dell’Uomo approvati, sulla carta, dai paesi dell’Onu settant’anni fa, ma ben lontani dall’essersi affermati nella realtà e nel senso comune. Al centro della serata  c’era quell’articolo 2 che li anticipa e li sintetizza tutti affermando che “ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione” e che “nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene“. Grazie ai video delle Teche Rai (dalla trasmissione Incontri di Rainews24) abbiamo ascoltato e intrecciato le voci e le pagine di undici scrittori di quattro continenti: i Premi Nobel Josè Saramago, Gao Xing Jian, Toni Morrison, Nadine Gordimer, Doris Lessing, Wole Soyinka e di Eduardo Galeano, Ryszard Kapuscinski, Azar Nafisi, Arundhati Roy e Madres di Plaza de Mayo.
Le diverse esperienze di prigionia e di esilio, di sofferenze e solidarietà si integravano intorno alla questione della dignità umana negata e del diritto all’alfabetizzazione e all’educazione, che sono alla base della consapevolezza diffusa dei diritti propri e dell’altro. Il cerchio narrativo si è chiuso tornando a Galeano, che fra i diritti fondamentali  ne considera un inalienabile, non scritto in alcuna Carta o Dichiarazione: “cominciamo a esercitare il diritto di sognare, perché veramente ogni notte possa essere vissuta come se fosse l’ultima, ogni giorno come se fosse il primo.”
Qui il video dell’intervista realizzata a Roma nel 1999.

 

 

 

 

 

 

 

PARTIAMO DAI DIRITTI UNIVERSALI

Miglior esordio per un’associazione per la gioia della lettura non potevamo immaginare. Partiamo dai Diritti Universali dell’Uomo, scritti sulla carta sottoscritta da tutti i Paesi dell’ONU nel 1948, ma ben lontani dall’essersi realizzati concretamente.
Nel 70mo anniversario della Dichiarazione le Biblioteche di Roma hanno dato vita a una ventina di iniziative che legano i diritti universali alla letteratura, grazie agli autori che ne hanno parlato. Quella che le introduce, affidata alla nostra Associazione, è dedicata all’articolo 2, che garantisce “ad ogni individuo tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna…
Luciano Minerva e Alvaro Vatri, attraverso i filmati delle Teche Rai derivanti dall’archivio di Incontri Rainews24, proporranno le voci dei Premi Nobel Josè Saramago, Gao Xing Jian, Toni Morrison, Nadine Gordimer, Doris Lessing e quelle di Eduardo Galeano, Ryszard Kapuscinski, Azar Nafisi, Arundhati Roy e Madres di Plaza de Mayo, intrecciandole con la lettura di alcuni brani dei loro libri.
L’appuntamento è per martedì 8 alle ore 18 alla Biblioteca Elsa Morante, a Ostia.