GAO XINGJIAN: LA CENSURA E’ UGUALE DA SECOLI, OVUNQUE

Non sempre le interviste si possono limitare nei luoghi, nei tempi e nei confini prestabiliti, come nel caso di  Gao Xingjian, Premio Nobel per la Letteratura nel 2000, cinese in esilio in Francia (i siti cinesi l’hanno sempre del tutto oscurato).
Per affrontare temi come il bisogno di spiritualità, la ricerca dell’anima, la libertà dell’individuo, le memoria del dolore, la complessità delle relazioni tra uomini e donne non bastò l’ora fissata di prima mattina. Così l’intervista divenne quasi  un colloquio itinerante, proseguendo da San Miniato sulla piazza dei Miracoli di Pisa e nella Biblioteca della Normale.
Il dialogo con lo scrittore cinese prende forma a partire dai luoghi: il percorso-intervista, realizzato nel dicembre 2006, si snoda così attraverso le tappe della visita di Gao alle due città toscane. La sua passione per la fotografia, con la ricerca delle inquadrature che usa poi rielaborare nei suoi dipinti a china, si intreccia con l’osservazione attenta di tutto ciò che può creare un’eco dentro di lui e con l’ascolto della guida. E nel passaggio da un posto all’altro Gao trasmette anche l’impressione viva di ciò che ha appena visto. Qualche brano de “La fuga”, tradotta da Simona Polvani e presentata in lettura scenica in prima nazionale nel Teatro di Quarantana, fa da contrappunto all’intervista.
L’eco, la risonanza, le vibrazioni, il rapporto con la memoria del dolore (l’inferno della Rivoluzione culturale in Cina) sono il filo rosso di questo dialogo in cui Gao si è aperto con la più grande disponibilità. Il video delle Teche Rai vi permetterà di conoscerlo più da vicino.

NADINE GORDIMER: L’APARTHEID, L’ANALFABETISMO, LA LETTERATURA

Nadine Godimer (Johannesburg, 20 novembre 1923 – Johannesburg, 13 luglio 2014) è stata una scrittrice sudafricana, autrice di romanzi e saggi, vincitrice del Booker Prize nel 1974 e del Premio Nobel per la letteratura nel 1991. Nel gennaio 2007 le viene assegnato il Premio Grinzane Cavour per la Lettura.
Protagonista di “Dedica”, festival della letteratura di Pordenone, dialogò in pubblico con Kofi Annan, ex segretario generale Onu.
Dal suo intervento in quel dibattito abbiamo estratto la parte dedicata alla riflessione sull’uso della parola e sul ruolo della letteratura come azioni concrete contro l’apartheid, la letteratura e la vita sociale. Il video è delle Teche Rai.

JOSE’ SARAMAGO: TANTO PIU’ VECCHIO… TANTO PIU’ LIBERO

Josè Saramago (1922 -2010), portoghese che scelse come suo luogo di vita l’isola spagnola di Lanzarote, nelle Canarie, è stato il primo Premio Nobel della Letteratura che io abbia intervistato. Era il marzo del 2001. La trasmissione Incontri era appena nata, su Rainews e Rai International. Della sua presenza in Italia, e della tre giorni organizzata a Genova in suo onore, seppi con sufficiente anticipo dal cantautore-poeta Gianmaria Testa, che nell’occasione avrebbe eseguito sue canzoni e musiche con un gruppo d’eccezione. Un anticipo che mi permise di tuffarmi nella lettura di alcuni dei suoi libri più importanti, Cecità su tutti, romanzo-metafora che consiglio ornai a tutti di leggere come uno dei capolavori della letteratura contemporanea. Poiché nel porto di Genova era ormeggiato, come una specie di nave-museo, il Neptune, costruito sul modello di un galeone del ‘600 per il film Pirati, di Roman Polanski, scelsi quello come inusuale scenario per l’intervista. A Saramago l’idea piacque e fu estremamente cordiale e disponibile. Non conosco il portoghese, ma dopo averlo sentito parlare per tre giorni, cominciavo a intuire il senso di buona parte dei discorsi, anche grazie alla conoscenza del latino. Scelsi di non usare l’interprete per l’intervista, che avrei poi fatto tradurre una volta a casa. Gli feci le domande in italiano, che lui capiva e mi affidai al ascolto più attento e all’intuito per garantire continuità al dialogo. Con un buon risultato, mi pare anche oggi, a tanti anni di distanza. La risposta che mi è rimasta più impressa, a proposito dell’età avanzata (aveva 78 anni, allora) è questa: “Tanto più vecchio tanto più libero. Tanto più libero tanto più radicale.” Oggi che mi avvicino (o sono già dentro) la mia terza età, la sento anche un po’ mia.

Il video dell’intervista è oggi sul sito delle Teche Rai, con la possibilità di scaricare il testo integrale dell’intervista in pdf.