“Caro Albero, se tu non fossi qui io non sarei qui” (Thich Nhat Hanh)

Il monaco buddhista zen Thich Nhat Hanh, in un’intervista del 2005 per Rainews24, a Castelfusano, ha immaginato che un albero potesse parlarci. Nella conferenza stampa che aveva preceduto il ritiro Thich Nhat Hanh aveva detto: “dovreste ascoltare gli alberi e intervistarli, per comprendere meglio la realtà che ci lega a loro, il senso dell’inter-essere”. Ne avevo preso spunto per chiedergli , in avvio di intervista, che fosse lui, con la sua sensibilità e capacità di ascolto, a fare da interprete a uno dei tanti albero della pineta. E questa fu la risposta:

Sul video appena pubblicato su youtube Stefano Lamorgese ha aggiunto questo commento, che ben si addice alle parole del monaco vietnamita:

Si stupiva un dì un allocco:
“Certo Dio trova assai sciocco
che quel pino ancora esista
se non c’è nessuno in vista”
“Molto sciocco,
mio signore,
è soltanto il tuo stupore:
Tu non hai pensato che
Se quel pino ancora c’è
è perché lo guardo Io.
Ti saluto e sono Dio”
(There once was a man who said: “God Must think it exceedingly odd If he finds that this tree Continues to be When there’s no one about in the Quad.” Dear Sir, Your astonishment’s odd: I am always about in the Quad. And that’s why the tree Will continue to be, Since observed by Yours faithfully, God.)

(Ronald Knox, per spiegare il pensiero di Berkeley sulle idee e le percezioni che non ci apparterrebbero…)

Thich Nhat Hanh torna nella sua Itaca, il Vietnam

Com’è fresco il soffio del vento!
la pace è ogni passo.
E fa gioioso il sentiero senza fine.

da La pace è ogni passo

Thich Nhat Hanh  torna nella sua terra all’età di novantadue anni, per chiudere il cerchio della sua vita nello stesso Tempio delle radici,  dove era diventato monaco all’età di sedici anni. Monaco buddhista zen, poeta e scrittore, tra i più grandi maestri spirituali e paladini della pace del nostro tempo, fu proposto da Martin Luther King per il Premio Nobel per la pace. Ripudiato dal Vietnam del sud per la sua opposizione alla guerra, inviso al governo comunista del Nord perché figura religiosa, a Thich Nhat Hanh, che Martin Luther King aveva candidato al Premio Nobel per la pace, fu negato dal governo comunista l’ingresso in Vietnam anche dopo aver rappresentato la Delegazione Buddhista (80 per cento della popolazione) ai colloqui di pace di Parigi del 1971.  Fu ammesso a rientrare per una visita nel suo Paese solo nel 2005, dopo 39 anni ininterrotti di esilio. Ha vissuto fin qui nel sud-est della Francia, dove ha creato, nel 1982, la comunità di Plum Village, dove ha insegnato a persone provenienti da tutto il mondo “l’arte di vivere in consapevolezza”.
“Sebbene abbia vissuto molti anni all’estero, – ha scritto in una lettera resa pubblica – ogni anno, quando viene l’autunno, il mio cuore ritorna agli insegnanti antichi del tempio Tu Hieu e compio il gesto di toccare la terra davanti a loro. Tornerò anche quest’anno. Da quando ho lasciato l’Istituto di studi Buddhisti Bao Quoc oltre settant’anni fa, ho dedicato la mia vita a realizzare la visione che mio hanno trasmesso gli antichi maestri.

Riproponiamo, in quest’occasione, l’intervista realizzata per la rubrica Incontri di Rainews24 a Castelfusano (Roma), in occasione di un ritiro con novecento partecipanti.

Il castello delle voci: interviste Rai a dodici autori, quattro Premi Nobel

Questo sito è nato, ad aprile 2018, con un proposito, fra gli altri: divulgare le parole, le voci, le immagini di scrittori di tutto il mondo, con i servizi realizzati per la rubrica Incontri di Rainews 24. La storia del salvataggio di una intera videoteca l’ho raccontata qui, in un post che la riassume.
La sezione Il Castello delle voci del sito ha pubblicato in questi mesi 15 dei 220 servizi digitalizzati dalle Teche Rai. Eccoli, in ordine alfabetico, con i link ai singoli servizi:

Eduardo Galeano (Uruguay) Intervista a Roma, 1999)
Gao Xin Jiang
(Cina, Premio Nobel 2000), intervista a San Miniato e Pisa, 2006
Nadine Gordimer
(Sudafrica, Premio Nobel 1991), intervista a Milano, 2007
David Grossman
(Israele) Intervista del 2000 sull’intimità, nel Giardino segreto di Isabella d’Este, a Mantova
Libereso Guglielmi
(Italia, “il giardiniere di Calvino“), Intervista a Sanremo, 2003
Ryszard Kapuscinski
(Polonia), lectio magistralis a Udine, 2006
Madres de Plaza de Mayo
 (Argentina), intervista a Percoto (Ud), Premio Nonino 2006.
Alberto Manguel
1 (Argentina,…leggeva libri a Borges), Intervista a Mantova, 2003
Alberto Manguel 2 Intervista a Ostia, 2005
Toni Morrison
, (Usa, Premio Nobel 1997), incongtro pubblico al Festivaletteratura di Mantova 2002
Josè Saramago
(Portogallo, Premio Nobel 1998), Intervista a Genova, 2001, a bordo del vascello del film Pirati di Polanski
Thich Nhat Hanh
(Vietnam), Intervista a Castelfusano, 2003
Tiziano Terzani
1 (Italia), Intervista su Lettere contro la guerra, Firenze, 2002
Tiziano Terzani 2 Ultimo incontro pubblico, Festivaletteratura, Mantova 2002
Tiziano Terzani 3 Un altro giro di giostra. Sintesi in 12′.

L’elenco è aggiornato al 25 ottobre 2018. Di mese in mese ne pubblicheremo gli aggiornamenti.

 

 

 

Da Tuscia web “I bambini vanno educati a concepire da subito la morte come parte della vita”

Viterbo – Un insegnamento a vivere, potrebbe considerarsi, l’intera vita di Tiziano Terzani, giornalista e inviato speciale in zone di guerra. Un uomo vissuto a stretto contatto con l’Islam i suoi aspetti più spietati e crudeli. Un uomo che ha saputo guardare da vicino il male e l’odio per insegnare a rispondervi con la positività e la saggezza del pacifista. Un maestro spirituale che, anche di fronte al dolore del cancro, ha saputo elevare se stesso alla positività più estrema, con naturalezza e serena accettazione.L’associazione La città di Isaura si è fatta promotrice, ieri sera a Caffeina cultura, della presentazione riguardante le interviste delle teche Rai fatte a Tiziano Terzani, coinvolgendo anche lo scrittore David Grossman e il maestro spirituale Thich Nhat Hanh che di Terzani hanno condiviso, nei video trasmessi alla conferenza, il pensiero e l’approccio saggio verso la vita.

“Non sono contro la scienza, ma mi spaventa chi vive facendo calcoli in un laboratorio. Fate della vostra mente e del vostro corpo il vostro laboratorio. La luce del cuore la scienza non la comprende”. Eccolo il pensiero di Terzani, rivissuto nelle letture proposte da Alvaro Vatri e Luciano Minerva, conduttori dell’evento organizzato a Caffeina. “Si muore appena si nasce, bisognerebbe educare i bambini a concepire da subito la morte come parte integrante della vita. Ci sono misteri cui la scienza non può rispondere e la morte è uno di questi”. Ecco come Terzani reagiva alla sua ultima ora, che sentiva avvicinarsi ogni giorno di più, quando ormai la malattia lo stava consumando.

Una filosofia dell’esistenza maturata in anni di contatto con la sofferenza e la guerra. Un esercizio spirituale che ha avuto il suo compimento quando il giornalista ha scoperto di essere affetto da un cancro incurabile. Sconforto e rabbia sono raccontati nelle pagine dei libri ultimi di Terzani, ma accanto a questi umani sentimenti, emerge con prepotenza la saggezza e l’acume del filosofo. Vince quella reazione da intellettuale che si fa quasi mistico.

Ieri sera a Caffeina cultura è stata presentata niente più che la vita di un uomo. Niente più che l’umanità di un individuo segnato da un male incurabile, ma del quale Terzani è riuscito a cogliere e trasmettere gli aspetti più positivi. La malattia di Terzani diviene per lui occasione di insegnare al suo prossimo come si vive. Si vive semplicemente con la consapevolezza della morte. Si vive con la serenità di chi ha coscienza che il proprio esistere è solo un transitare, un viaggio verso il cambiamento.

“Non vedrete mai che mi tiro la pelle, o che mi tingo la barba bianca, perché è bello vedere i segni dell’invecchiamento. E’ bello perché invecchiare è manifestare un cambiamento e il cambiamento è il segreto della vita vera”. Ecco come Terzani insegna che la morte fa solo parte delle leggi del cambiamento perché come ha scritto il filosofo greco Eraclito, citato più volte nelle interviste fatte a Tiziano Terzani, non puoi immergere due volte il braccio nelle stesse acque di un fiume. Il fiume scorre e scorrerà sempre.

Alessandro Gatti

Tusciaweb Academy

THICH NHAT HANH, MAESTRO DI PACE

Ad aprile 2003 Thich Nhat Hanh, monaco buddhista vietnamita, poeta e scrittore, venne a Castelfusano per un ritiro a cui partecipavano 900 persone. “Posso intervistare il Maestro?” chiesi con il dovuto anticipo all’ufficio stampa del ritiro spirituale, usando la formula di cortesia e rispetto (Thai, il Maestro) in uso fra praticanti e moncai. Ebbi, per fortuna, la più strana risposta che mi sia mai capitata a una richiesta di intervista: “Le sarà possibile intervistarlo solo se seguirà e parteciperà, almeno come osservatore, al nostro ritiro di cinque giorni. Solo così saprà meglio cosa chiedere e potrà rivolgergli domande più interessanti.”

L’intervista nel video delle Teche Rai venne dunque dopo quattro giorni di ritiro, il primo a cui abbia partecipato, considerandola “una buona occasione”, come amava dire Terzani. E’ una tra le esperienze più intense che mi porto dentro. Il testo integrale in pdf è nella stessa pagina delle Teche (l.m.)

A VITERBO CON I VIDEO DI TERZANI, GROSSMAN, THICH NHAT HANH

La città di Isaura è ospite, a Viterbo, di Caffeina 2018, il festival in corso dal 22 giugno all’1 luglio. Luciano Minerva e Alvaro Vatri condurranno, martedì 26 alle 19, alla Sala Regia del Palazzo dei Priori, l’evento dal titolo “La pace dentro, la pace fuori”.
Al centro dell’iniziativa i video delle Teche Rai con le interviste a Tiziano Terzani, David Grossman e Thich Nhat Hahn: il giornalista-scrittore fiorentino, l’autore israeliano e il poeta e maestro spirituale vietnamita esprimono, a partire da esperienze di vita e culture profondamente diverse, un principio di fondo essenziale: la più grande atttività per la pace nel mondo parte dal lavoro su se stessi. Senza un profondo impegno per una pace dentro di noi, non si possono creare le condizioni per la pace nella comunità di cui facciamo parte, dalla famiglia, alla comunità alla società.
Ecco, dalle tre interviste realizzate fra il 2002 e il 2003 da Luciano Minerva per Rainews24, tre brani significativi del pensiero dei tre personaggi che si potranno riascoltare grazie ai materiali delle Teche Rai, riscoprendo parole e pensieri sempre attuali.

Tiziano Terzani:

“Dobbiamo una volta per tutte capire che la violenza non genera che violenza, che l’odio non produce che odio perché l’odio genera solo l’odio, perché in ognuno di noi c’è l’odio. Dentro di me, guardatemi bene,  c’è un ladro, un assassino, un pedofilo, un adultero, tutto, perché siamo tutto e il contrario di tutto. Solo che abbiamo anche la coscienza, questa meravigliosa coscienza, che dice al pedofilo, al ladro, all’assassino: che fai? sta’ bono. E allora dobbiamo prendere coscienza, ognuno di noi…”

David Grossman:

“Cosa vuol dire essere nati nella guerra, vivere in guerra per due, tre, quattro generazioni, crescere i propri figli sapendo che un giorno una guerra potrebbe portarli via. Bisogna ripartire dalla persona. In questa situazione non siamo realmente vivi, sopravviviamo e basta. E’ come uccidere una parte di noi stessi, per poter funzionare in questa catastrofe”

Thich Nhat Hanh:

“In America c’è ancora molta sofferenza, molti pensano di essere vittime della discriminazione, vittime dell’ingiustizia e l’America non riesce davvero a fermarsi ad ascoltare la sofferenza all’interno di se stessa. Ascoltando la tua sofferenza sarai capace di comprendere la sofferenza degli altri popoli e questo è il solo modo per ristabilire la comunicazione e ristabilendo la comunicazione attivi la comprensione e l’accettazione dell’altro, che è il solo modo per rimuovere la violenza e il terrorismo. Non si può sperare di rimuovere il terrorismo con le bombe, bisogna rimuoverlo con lo strumento del dialogo, ascolto profondo, ascolto compassionevole, usando un tipo di discorso amorevole perché la comunicazione sia di nuovo possibile.”