IL CONSOLATO DI FORMELLO DELLA CITTA’ DI ISAURA

La città di Isaura è, per definizione di chi l’ha inventata, Italo Calvino, invisibile. E’ la prima delle “città sottili” di cui Marco Polo narra al Gran Khan.
Città invisibile ma diffusa, nella nostra interpretazione. I mille pozzi che la caratterizzano hanno già cominciato a generare (lo testimonia questo sito) le prime idee, progetti e iniziative. Non solo nel mondo della rete virtuale, per sua natura invisibile, ma a Ostia, a Viterbo e, con le tre iniziative dell’Estate 2018, a Formello, sede di quest’Associazione per la gioia della lettura.
Dal 4 luglio, l’Associazione a Formello ha una sua sede di rappresentanza per iniziative semplici come possono essere la presentazione di un libro, letture ad alta voce e incontri. La sede è quella dove lavora quotidianamente la socia fondatrice e tesoriera dell’Associazione, Olivia Quattrocchi e che, già prima della fondazione della nostra Città, è un simpatico luogo di incontri e iniziative: Te natura, un negozio dove vige il culto della Qualità e della curiosità, in via Roma 16. In coincidenza con la prima iniziativa, la presentazione di Una vita non basta. Memorie da una metamorfosi, di Luciano Minerva, apre così la sede del nostro “Consolato di Formello”, con tanto di insegna con logo disegnato da Vittorio Picconi, altro socio fondatore di Isaura. Se gioia della lettura dev’essere, divertimento ci sia, anche nell’invenzione dei nomi e sulle mappe, ma l’immaginazione a volte può produrre anche realtà, l’unico Consolato presente a Formello. Che sia di una città immaginaria è un tocco di fantasia in più….

UNA VITA NON BASTA. STORIA DI UN ROMANZO

Sono passati cinque anni dalla pubblicazione del mio primo e unico romanzo, Una vita non basta. Memorie da una metamorfosi. Ma i libri, a meno che non siano legati alla stretta attualità, non scadono mai. Dunque ecco una nuova presentazione, a Formello, come prima iniziativa nella sede del Consolato della Città di Isaura. La coincidenza con i giorni dei mondiali di calcio non è affatto casuale. Perché tutta la vicenda del romanzo nasce da uno strano fenomeno legato ai campionati mondiali di calcio del 2010, quelli giocati in Sudafrica e vinti dalla Spagna. A lato degli avvenimenti sportivi, a migliaia di chilometri di distanza, nell’acquario di Oberhausen, prese parte ai mondiali un piccolo animale acquatico, il polpo Paul, attirandosi l’attenzione dei media e del pubblico di tutto il mondo. La sua specialità era indovinare i risultati delle partite: otto volte su otto ci riuscì e divenne una specie di mito effimero universale. Di lui si parlò, sui siti di lingua spagnola, il doppio rispetto agli articoli dedicati alla Spagna campione del mondo.
Quando seppi che Paul era nato all’isola d’Elba, mi venne di scrivere un racconto di getto, in cui immaginavo che Paul fosse il risultato della metamorfosi di un giovane portiere elbano soprannominato la piovra, finito misteriosamente nelle acque dell’isola. Non ero mai stato all’isola d’Elba ma, avendo scritto un racconto che l’aveva al centro, colsi l’occasione per farlo. E con l’isola scoprii una quantità di storie belle e profonde che andavano raccontate: da storie di minatori e di solidarietà del primo ‘900 a storie di mare, come quella di Jacques Mayol, che scelse l’isola come luogo per fare i suoi record e per viverci (“è il mare più bello del mondo” diceva). Seguendo le tracce della piovra (animale solo letterario, in natura non esiste) sono arrivato a Victor Hugo, a Ringo Starr e a tante altre storie, alcune vere, alcune nate raccontando. E al centro, come un filo rosso, la storia d’amore per la misteriosa Greta, quella che unisce le due vite di Lorenzo il portiere e Paul il polpo. Un romanzo scritto con tre voci narranti, un anno di vita e di scrittura dedicato a una storia a cavallo tra realtà e fantasia, dove si fatica a distinguere una dall’altra. A Robin edizioni che mi ha dato, nel 2013, l’opportunità di pubblicarla, va ancora la mia gratitudine. (l.m.)

LA CITTA’ DI ISAURA SI PRESENTA AI CITTADINI DI FORMELLO

Tre appuntamenti, per la nostra associazione, nell’ambito dell’Estate formellese, in programma dal 21 giugno al 7 agosto. Tre occasioni, le prime nella cittadina che è nostra sede, per presentare, in luoghi diversi, con tre temi e tre eventi differenti tra loro, la nostra associazione, il suo progetto, quest’idea della gioia della lettura che ci auguriamo di poter trasmettere e condividere nel modo migliore.
Si comincia al CSA delle Rughe, giovedì 28 giugno alle 18,30, con la presentazione del libro di Antonio Cianciullo Ecologia del desiderio. Curare il pianeta senza rinunce, edito da Aboca edizioni. La presentazione sarà a cura di Luciano Minerva e Alvaro Vatri, che al CSA, con Le arti del lunedì (raccontare, leggere, ascoltare, mettersi nei panni dell’altro) ripresero la loro collaborazione alcuni anni dopo quella già ben sperimentata nella Rai.
Il secondo appuntamento è previsto presso la Biblioteca comunale a Palazzo Chigi, lunedì 2 luglio alle 18, con il titolo “I diritti dell’uomo nella letteratura”, Percorsi multimediali sui diritti universali dell’uomo, nel 70mo anniversario della Dichiarazione ONU. Grazie ai video delle Teche Rai si potranno ascoltare le parole di Premi Nobel e altri grandi scrittori sul tema dei diritti universali dell’uomo. Nel corso della manifestazione si svolgerà anche la Premiazione del Concorso Letterario “In viaggio sulla via Francigena edizione 2018”: grandi autori e scrittori in erba idealmente uniti dal piacere di scrivere e di leggere.
Il terzo appuntamento, alle 19 di mercoledì 4 luglio, sarà presso quella che La città di Isaura ha scelto come sede del proprio “Consolato di Formello”, grazie alla disponibilità di una dei soci fondatori, Olivia Quattrocchi: Te-Natura, in via Roma 16. In concomitanza con i campionati del mondo di calcio Luciano Minerva presenterà il suo romanzo pubblicato per Robin nel 2013, Una vita non basta. Memorie da una metamorfosi che ha al centro la strana e misteriosa figura di Paul, il polpo che divenne universalmente famoso per la capacità di indovinare i risultati (otto su otto) delle partite dei mondiali 2010. Titolo dell’evento “Il polpo Paul, mito dei mondiali 2010, era un ragazzo“.

Nella foto: la facciata di Palazzo Chigi a Formello

 

 

L’AMICIZIA, MOTORE DELL’ASSOCIAZIONE

Era un pomeriggio d’estate, due anni fa. Alvaro Vatri e io siamo amici da quando cominciai a coinvolgerlo, come speaker Rai, per la rubrica Incontri, chiedendogli in prestito la voce da dare agli scrittori stranieri per la traduzione italiana e da regalare a una lettura attenta e sensata dei testi. Da amante della letteratura qual è, fu naturale andare oltre la collaborazione di ruoli, coinvolgerlo nei montaggi e nelle scelte da fare, un’intervista dopo l’altra. Da quando siamo in pensione ci sentiamo e vediamo con la stessa frequenza, non più “per lavoro”. Da una delle nostre lunghe e amabili chiacchierate … sull’Universo scaturisce, in quel pomeriggio d’estate, un’idea sul rapporto tra la natura e i libri. Perché – ci chiediamo – si stanno diffondendo le iniziative di musica nella natura (con Mario Brunello e il suo violoncello a far da apripista sulle Dolomiti e decine di altre a seguire), mentre le letture di libri restano prevalentemente riservate ai teatri o sale al chiuso e nelle piazze delle città?

Perché gli ambienti naturali non possono ospitare, insieme alla musica e all’arte figurativa (anche la Land Art sta ormai prendendo piede), il piacere di leggere e ascoltare? Perché non usare gli scenari naturali per arrivare, grazie alla voce, più vicini al cuore e alla sensibilità più profonda di chi ha scritto e di chi ascolta? Qualche esempio di apripista c’è anche in questo campo, nulla si inventa dal nulla. Una quindicina di anni fa ero rimasto colpito dalla lettura di Dante da Sandro Lombardi, di sera, nel parco di una villa palladiana. Sista Bramini, col suo gruppo preparato, affiatato e delizioso di O’ Thiasos, recita quasi esclusivamente in spazi naturali, riscoprendo ovunque i genius loci e la sua esperienza è stata raccontata in un libro sul Teatro Natura.

A me piace creare nomi, prima ancora di passare ai progetti. E così mi venne in mente, quel giorno, “Librinparco”. Il nome restò lì, nella mente e in un appunto. Poi….poi sono successe molte cose, tutte intorno alla relazione tra natura e cultura. Avevo intervistato nel 2003 Libereso Guglielmi, il giardiniere che lavorava coi genitori di Calvino, coetaneo di Italo e cresciuto con lui. Da lui alla rilettura del Barone Rampante il passo è stato breve. E cosa c’era di più bello di proporre una riduzione di questo romanzo da leggere nell’ambiente naturale dei Parchi? La rilettura di Italo Calvino è stato il centro intorno a cui abbiamo ruotato per mesi, scoprendone la grande attualità, quella dei classici della letteratura. E così abbiamo cominciato a pensare a un’associazione capace di portare in tour questa lettura, base ideale per una manifestazione da chiamare Librinparco. Una volta trasferitomi a Formello, a un chilometro da Alvaro, tutto è stato più semplice, compresa la realizzazione di un’idea associativa.

Abbiamo cominciato così ad aggregare, per interessi affini, uno alla volta, gli altri cinque soci cofondatori di Isaura: Francesca Minerva, mia figlia, che tra i libri di casa ha sguazzato sempre, fin da bimba, accrescendone poi ed ampliandone la collezione con libri sui temi della solidarietà e della salvaguardia dell’ambiente (e non solo); Vittorio Picconi, ora autore del nostro logo, oltre a quello di Italia ’90 e altri sopraffini, carissimo amico ritrovato dopo anni, guarda caso, in una lettura pubblica di Eduardo Galeano allestita da me e Alvaro; Stefano Lamorgese, amico inseparabile, compagno d’avventura prima a Rainews, poi nel lungo viaggio di Paul il polpo dalla realtà alla fantasia del mio unico romanzo, Una vita non basta. Memorie da una metamorfosi; Silvano Piccardi, attore-doppiatore-regista-autore, con cui ci siamo scoperti subito affini, per interessi e sensibilità, in un evento dedicato a Venezia a Tiziano Terzani e con cui siamo stati coautori di spettacoli con video, letture e musiche in festival letterari; Olivia Quattrocchi, una giovane donna conosciuta, con Alvaro, da pochi mesi: gestisce un negozio di the-erboristeria a Formello che ha nella Qualità la sua caratteristica principale ed è già oggi, di fatto, un luogo di dialoghi improvvisati e una sorta di salotto letterario.

Ogni Associazione un po’ reale un po’ utopica come la nostra è come una città invisibile…e così siamo di nuovo a Italo Calvino. Isaura è la prima “città sottile” delle sue Città invisibili, che mette in relazione proprio il Visibile e l’Invisibile e ha il suo territorio verdeggiante che coincide con le parti di sottosuolo dove scorre l’acqua.

Isaura (nome scelto dopo un sondaggio fra una trentina di amici) ci corrisponde. E’ il nome di una Città invisibile, ma anche di una pianta e persino di …un polpo, animale cui ho dedicato il mio primo e unico romanzo. Quanto alla “gioia della lettura”, scopo manifesto del nostro programma, ce l’ha involontariamente suggerito un intervento di Lella Costa a Libri come, a Roma, sulla lettura come esperienza capace di produrre gioia. Ci siamo tutti subito riconosciuti, per conoscenza diretta, sulla nostra pelle. Ed eccoci qua, pronti a viaggiare, e speriamo di farlo con leggerezza calviniana, sull’onda delle parole e delle voci.

Buon viaggio a noi e a tutti coloro che incontreremo da oggi in poi, a partire da chi ci legge qui.

Luciano Minerva