Il senso del respiro. Cronologia di un “miracolo”

Vi è mai capitato di vedere la copertina di un libro riprodotta sulla glassa di una torta? A qualcuno di noi autori di questo libro, a cena dopo la prima presentazione a Torino Spiritualità…sì. Può succedere anche questo, a conclusione di un percorso pieno di sorprese. A volte anche un libro può essere un miracolo. Il senso del respiro, edito da Castelvecchi, quasi certamente lo è, se è valida la definizione che il maestro tibetano Chögyam Trungkpa dava di “miracolo”: “Quando parliamo di miracoli non intendiamo cose come trasformare il fuoco in acqua o capovolgere il mondo. Un miracolo è piuttosto qualcosa che appare inaspettatamente, una situazione che assume sviluppi inaspettati, […] un improvviso raggrupparsi di situazioni che assumono la forma di un evento apparentemente accidentale“.
Bene, di eventi accidentali, sulla strada di questo libro, ce ne sono molti e ci vorrebbe molto più spazio per enumerarli tutti. Ci limitiamo quindi a una breve cronologia, per osservare quelli principali che hanno portato questo testo in libreria e la copertina in cima a una torta.

3 maggio: l’idea seme.
 E’ l’ultimo giorno di lockdown. Come racconto nell’introduzione al libro, sto correndo  vicino casa, su una strada di campagna. Nessuno per la strada per un chilometro. Tranne, a distanza di sicurezza, una coppia uscita a “prendere aria” con la mascherina. Mi guardano spaventati. Parlo con Ilaria Drago, attrice conosciuta solo venti giorni prima, diventata improvvisa amica telefonica. “Bisogna attivare una riflessione sul respiro, a molte voci, perché ci sia maggiore consapevolezza dell’atto che ci accompagna dal primo all’ultimo istante” le dico, e da lì partono dialogo e azione. In un messaggio ipotizziamo di raccogliere otto-dieci interventi, compresi i nostri, per un ebook da realizzare presto. Coinvolgiamo subito nell’idea Francesca Masera, Stefano Lamorgese, Silvia Zanini e partiamo con le telefonate. La prima è a Erri De Luca, cui l’idea piace subito. Il giorno dopo abbiamo già il suo scritto, l’inizio di una lunga serie.

15 maggio: la cerchia si allarga e il titolo del libro ancora in embrione è già indicato come “probabile”. Siamo partiti dal coinvolgere chi conosciamo, ma chiunque sentiamo ci propone a sua volta altre voci. Scriviamo un progetto che – presentandolo in una mail ai candidati – “prevede la raccolta di scritti da due a sei pagine (con la massima libertà, possono essere anche più ampi) presentati da chi per esperienza diretta e profonda può far comprendere il senso del respiro. Da otto-dieci siamo arrivati a trenta, tutti disponibili a raccontare il proprio respiro: attori, cantanti, sportivi, terapeuti, danzatori e non solo. Diamo a tutti la scadenza del 21 giugno, giornata della musica e dello yoga, per uscire con l’ebook e del 30 maggio per avere gli scritti. Tra me, Ilaria e Francesca conosciamo personalmente non più di venti tra gli autori, gli altri ci sono stati indicati da qualcuno, ci siamo sentiti al telefono, ma è bastato: miracoli della quarantena. Per dare un’idea del clima e del coinvolgimento: quattro delle future autrici hanno parlato spontaneamente, a me sconosciuto, del loro parto. Partorire è respirare bene e dar vita a un nuovo respiro.

30 maggio: alla ricerca dell’editore.
 Decidiamo che, dato il valore degli scritti, un ebook autoprodotto sarebbe insufficiente. Francesca, agente letteraria di professione, inizia a scandagliare alcuni editori, l’interesse c’è, ma gli ostacoli sono grandi, tra smart working, cassa integrazione e taglio impietoso di titoli già previsti. Tra chi esamina l’ipotesi di pubblicarci si prospetta l’ipotesi di uscire con un libro cartaceo, ma solo a novembre. 
Intanto quasi tutti gli autori hanno mandato il proprio scritto. Leggiamo, chiediamo revisioni, qualcuno, con dispiacere, si chiama fuori o resta fuori perché il testo non convince. Tra chi non ce la fa a scrivere…Giuseppe Cederna, che aveva aderito da subito. “Non posso parlare del respiro se mi manca…. Parto per la Grecia e poi vediamo.

18 giugno: Torino Spiritualità sceglie il tema del Respiro
. Mentre noi abbiamo già trenta testi su cui lavorare, rileggere, correggere, far limare e rilimare, veniamo a sapere che l’edizione di Torino Spiritualità 2020 avrà al centro il tema su cui abbiamo attivato tutti i “nostri” autori. Siamo già della partita: il curatore, Armando Buonaiuto, letti i testi, decide che, libro o no, avremo uno spazio.

17 luglio, ecco l’editore.  Ore 8, scambio di messaggi fra noi, nel gruppo Whatsapp. Luciano: “dobbiamo mettere a punto una strategia su tempi e forme di pubblicazione, da comunicare al più presto a chi ha sostenuto con entusiasmo il progetto.” Ilaria: “La questione casa editrice diventa fondamentale”. Ore 13,57 Francesca: “Abbiamo l’editore: Castelvecchi! Vorrebbero uscire con il libro vero e proprio prima di fine settembre.” Pronti via: curatori, redattori ed editor ignorano mare, montagna, campagna, vacanze e si gettano a testa bassa sulla preparazione del testo.

4-6 agosto: testi pronti. Raggiungiamo 32 autori, chi in tournée, chi in vacanza, chi a casa. Mandiamo la bozza del loro testo per l’ultima correzione e tutti firmano le liberatorie con la rinuncia a ogni diritto d’autore. I proventi andranno alla Federparchi che (decisione del 30 luglio) si impegna a diffondere il libro e la lettura nei parchi e aree protette

17 agosto: il respiro ritrovato. Giuseppe Cederna, cui abbiamo dato un permesso speciale per ritrovare il respiro, consegna il testo sul filo di lana. Merita di essere l’ultimo capitolo, anche simbolicamente. E siamo a trentatré scritti.

19-31 agosto: Carta del respiro. I curatori e i loro amici visionari (Masera, Lamorgese, Zanini), sentono il bisogno di una sintesi di tutto ciò che abbiamo letto in una specie di Manifesto. Lo chiamiamo Carta del respiro e la collochiamo in fondo al libro, quasi un’appendice. Venticinque righe preziose, ma ci son voluti dodici giorni per metterle a punto.

22 settembre: un messaggio per l’equinozio. La Carta del respiro può essere pubblicata, due giorni prima del libro. E’ stata tradotta, da esperti traduttori letterari volontari, in dieci lingue. Altre seguiranno.

(Nella foto di Alessandra Ferrari: quattro autori tra un musicista e l’editor con le prime copie. Da sinistra: Eliseo Smordoni, Sista Bramini, Luciano Minerva, Giuseppe Cederna, Daniele Masala, Cristina Guarneri)

24 settembre: in libreria. Il senso del respiro è pronto e comincia a circolare. Il miracolo si è compiuto. In 144 giorni (12×12, per chi ama dare un senso ai numeri) siamo passati dall’idea-seme al libro stampato. Il libro è bello, denso di idee di autori entusiasti che, man mano che si incontrano e si conoscono, si sentono parte di una squadra. Ora Il senso del respiro può prendere il volo.

E la torta? Quella nella fotografia è la creazione-sorpresa di Luisa, cuoca pasticcera nel torinese, moglie di Bruno Rizzato, uno dei trentatré autori. Del resto, se l’ultima coincidenza vuole che alla prima uscita pubblica segua il compleanno del curatore, come festeggiare meglio?

(Luciano Minerva)

Città Isaura

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