Respiro e Anima nelle radici delle parole ebraiche. Il capitolo di Hora Aboav

È mattina. Apro gli occhi e non mi accorgo del mio primo respiro ma solo per poco perché le labbra si aprono autonomamente in una nenia infantile. Grazie! Una preghiera mi obbliga a far sì che le parole non siano assenti e trovino voce. «Ringrazio io al Tuo cospetto, Re Vivente ed Esistente che hai restituito in me la mia anima. Grande è la Tua fedeltà.»”


Inizia così, con un ricordo profondo di cui ha condiviso qui per la prima volta, il capitolo “Presenza divina e umana” scritto da Hora Aboav per Il senso del respiro.
E’ un capitolo straordinariamente sintetico (è una caratteristica di Hora, mai una parola più dell’essenziale, in cui la vicenda del parto con cui ha dato alla luce sua figlia, ed è lei stessa ritornata alla luce, si combina con le riflessioni sulle radici delle parole “anima” e “respiro” nella lingua ebraica. Il brano iniziale che abbiamo citato prosegue così:
“Rifletto. Potrei ringraziare anche sostituendo la parola “anima” con “respiro”. In effetti la parola “anima” nella sua accezione più comune viene tradotta “neshamàh” ed è visibilmente in stretta relazione a respiro neshimàh. Ambedue le parole derivano dalla stessa radice di “respirare” liNSHoM (Nun-Shin-Mem). L’anima, espressa in questo contesto, è il soffio della vita, insufflato nell’uomo!”
Della lingua ebraica Emma Hora Aboavè profonda conoscitrice e di questa conoscenza ha fatto tesoro da sempre, condividendola in ogni forma. E’ nata e vive a Roma, dal 1971 al 1975 ha vissuto nel Kibbutz Revadim del Negev e dal 1975 al 1993 ha insegnato materie ebraiche e curriculari presso la scuola elementare ebraica Vittorio Polacco di Roma. Psicologa, educatrice, specializzata in psicoterapia (self analisi bioenergetica), insegna ebraico biblico presso il Centro di Cultura ebraica di Roma.
Con il suo sito horaboav.net nato nel gennaio del 2018 Hora e alla pagina facebook Crescere con le radici delle parole ebraiche ci porta a scoprire e conoscere, una parola dopo l’altra, il senso nascosto nei suoni, nelle vibrazioni, nella scrittura di ogni singola parola. Lo stesso titolo ha il libro appena pubblicato da Castelvecchi, che, come dice la scheda di presentazione è un “meraviglioso viaggio esistenziale e spirituale che tutti possono intraprendere, anche coloro che non hanno alcuna conoscenza della lingua ebraica”.
Che l’editore del suo libro sia lo stesso del nostro Il senso del respiro non è un caso. E’ Hora stessa ad averci messo in contatto con l’editor Cristina Guarneri e, tramite lei, all’editore Pietro Castelvecchi. Piccole meraviglie delle connessioni.

Città Isaura

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