Il barone rampante aprirà il Congresso della Federparchi

Sarà una lettura di Italo Calvino da Il barone rampante ad aprire il Congresso Nazionale della Federparchi, che riunisce  oltre 160 organismi di gestione di parchi nazionali e regionali, aree marine protette, riserve naturali regionali e statali, oltre ad alcune Province, Regioni e diverse associazioni ambientaliste. Il Congresso è in programma a Roma, al Grand Hotel de la Minerve, il 24 e 25 ottobre.
Dopo aver concesso il patrocinio alla nostra riduzione del testo che andrà sotto il titolo di “La mia casa è dappertutto, dove possa salire andando in su“, la Federparchi ci ha anche invitato a una lettura pubblica, davanti ai duecento congressisti, di un brano del libro in cui il protagonista, Cosimo di Rondò, organizza, dall’alto degli alberi, lo spegnimento di un incendio.
Saranno gli attori Antonella Civale e Aldo Cerasuolo, che hanno preparato con noi la lettura recitata da proporre nei parchi e nelle riserve naturali, a leggere il brano, mentre scorreranno sullo sfondo le immagini dei disegni originali realizzati da Rosaria Torquati. La lettura sarà introdotta e conclusa dalle musiche di un flauto scelte da Marco Di Domenico, altro protagonista dello spettacolo.
Nel racconto di Italo Calvino spicca una frase che dà il senso di questa presenza, in apertura del dibattito congressuale, quasi una premessa alla relazione del presidente nazionale Giampiero Sammuri:

Cosimo capì questo: che le associazioni rendono l’uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone, e dànno la gioia che raramente s’ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c’è onesta e brava e capace e per cui vale la pena di volere cose buone.”

(Nella foto: Antonella Civale e Aldo Cerasuolo, in una prova a Petritoli)

IL BARONE RAMPANTE DA RACCONTARE NEI PARCHI

Eccolo, lo spettacolo già pronto, da portare nei parchi, nei giardini, nelle ville. E’ una riduzione del Barone Rampante di Italo Calvino, con una selezione accurata di brani dal romanzo già sperimentati, provati e riprovati e le immagini originali di Rosaria Torquati. L’assaggio è stato a Petritoli, a ottobre 2017, grazie a Roberto Ferretti. Questo è uno dei testi (il primo, probabilmente) più adatti per il nostro Librinparco. La scheda che pubblichiamo qui offre tutti i particolari. Scrivendo a lacittadiisaura@gmail.com si possono conoscere i costi e la scheda tecnica.

“La mia casa è dappertutto, dove posso salire, andando in su”

letture dal “Barone rampante” di Italo Calvino e altro
a cura di Luciano Minerva e Alvaro Vatri
letture di Aldo Cerasuolo e Antonella Civale
Intermezzi musicali di Marco Di Domenico
Costruzioni grafiche di Rosaria Torquati

 

Il romanzo di Calvino e la nostra lettura
“Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi.”
Comincia così il romanzo Il barone rampante di Italo Calvino, pubblicato nel 1957 per Einaudi. Nel 2017 abbiamo voluto ricordare e celebrare un doppio anniversario, reale e letterario: il 60mo della pubblicazione del libro, letto e amato da almeno tre generazioni, e il 250mo dell’anno in cui – come sintetizza Calvino – “un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più.” Abbiamo compiuto una scelta accurata di brani che permettono di riascoltare, in un ambiente naturale ideale, un libro che, come Peter Pan e Alice nel paese delle meraviglie, non è solo per i ragazzi, ma è adatto a tutti e si può leggere e comprendere su diversi livelli: un vero e proprio classico della letteratura.
Le storie del romanzo mettono l’accento sul rapporto tra Uomo e Natura, fondamentale e complesso; sulla possibilità di vedere la realtà e la vita sociale dall’alto, per comprenderle meglio; sulla costante, turbinosa e contraddittoria ricerca dell’amore; sul piacere universale di leggere, ascoltare, inventare storie e racconti; sull’aspirazione utopistica a uno Stato ideale, abitato da uomini giusti, immaginato da Calvino sugli alberi.
Questo lavoro non è un adattamento, ma una selezione di brani del fedele al ritmo narrativo, all’essenza, allo spirito del testo. E’ una “lettura recitata” dagli attori Aldo Cerasuolo e Antonella Civale, in un vero e proprio percorso suddiviso in scene da leggere in più siti, corrispondenti ai luoghi della narrazione, in scenari naturali.
Lo scenario ideale per questa lettura è in parchi e giardini pubblici e privati, capaci di richiamare negli ascoltatori, attraverso l’esperienza diretta e il coinvolgimento di tutti i sensi, il nostro pieno far parte della Natura.
I pannelli in canapa lunghi tre metri da appendere agli alberi, con scritte e disegni in bianco e nero, realizzati da Rosaria Torquati e le improvvisazioni eseguite al auto da Marco Di Domenico accompagnano attori e spettatori sul percorso narrativo, completandolo sul piano visivo e uditivo.
Per queste caratteristiche “La mia casa è dappertutto, dove posso salire, andando in su” o re una lettura attraente a più livelli, destinata a un pubblico eterogeneo per età e cultura.

Chi siamo
“La mia casa è dappertutto, dove posso salire, andando in su” è il frutto di un lavoro di squadra di persone che credono nel confronto, nel dialogo, nella fertilità creativa degli incontri tra esperienze diverse.
La collaborazione tra gli autori Luciano Minerva e Alvaro Vatri, giornalista uno, speaker dei Tg l’altro, nata da molti anni di esperienza comune alla Rai, per la rubrica Incontri di Rainews 24 con autori di tutto il mondo, prosegue con la creazione e promozione di iniziative culturali, che oggi hanno trovato spazio nella creazione, insieme con altri soci fondatori, ne La città di Isaura.
Luciano Minerva è autore di documentari (con Paolo Aleotti Tutti i colori di una vita. Tiziano Terzani si racconta) e ha curato, con Silvano Piccardi, spettacoli di “Teatro documentario” al Festivaletteratura di Mantova e a Dedica Pordenone.
Alvaro Vatri, laureato in lettere, diplomato in pianoforte, direttore di coro, giornalista pubblicista, promuove e divulga la cultura letteraria e musicale in varie forme, spesso multimediali.
Anche gli attori Aldo Cerasuolo e Antonella Civale lavorano insieme da anni, in letture pubbliche di poesia e prosa in spazi convenzionali e non, adatti comunque alla magia della parola.

Aldo Cerasuolo, attore e performer – con studi classici e di architettura, oltre che recitazione – cura egli stesso, il più delle volte, la selezione e l’adattamento dei testi. Il suo amore per i libri si è espresso anche nell’attività di libraio.
Antonella Civale, attrice di teatro, cinema e tv, diplomata all’Accademia Nazionale Silvio D’Amico, con specializzazioni in Italia e all’estero (una presso l’American Conservatory Theatre di San Francisco) è molto attiva nel Teatro o e insegna dizione e public speaking.
Il musicista Marco Di Domenico è un giovane e brillante falutista, vincitore di importanti premi, collabora con diverse istituzioni musicali e svolge una apprezzata attività concertistica in formazioni cameristiche e discografiche.
La graphic-designer Rosaria Torquati, product designer in libera professione dal 1990, progetta accessori di arredo, pelletteria e scarpe, e ama stimolare, in originali percorsi creativi, l’attenzione del pubblico con una ironica e inusuale costruzione della gura antropomorfa. Una serie di sue opere gra che sono state pubblicate dalla rivista della Ars Sutoria School di Milano.

L’ISAURA NARRATA DA CALVINO…E LA NOSTRA

Isaura, città dai mille pozzi, si presume sorga sopra un profondo lago sotterraneo. Dappertutto dove gli abitanti scavando nella terra lunghi buchi verticali sono riusciti a tirar su dell’acqua, fin là e non oltre si è estesa la città: il suo perimetro verdeggiante ripete quello delle rive buie del lago sepolto, un paesaggio invisibile condiziona quello visibile, tutto ciò che si muove al sole è spinto dall’onda che batte chiusa sotto il cielo calcareo della roccia.

Di conseguenza religioni di due specie si danno a Isaura. Gli dei della città, secondo alcuni, abitano nella profondità, nel lago nero che nutre le vene sotterranee. Secondo altri gli dei abitano nei secchi che risalgono appesi alla fune quando appaiono fuori della vera dei pozzi, nelle carrucole che girano, negli argani delle norie, nelle leve delle pompe, nelle pale dei mulini a vento che tirano su l’acqua delle trivellazioni, nei castelli di traliccio che reggono l’avvitarsi delle sonde, nei serbatoi pensili sopra i tetti in cima a trampoli, negli archi sottili degli acquedotti, in tutte le colonne d’acqua, i tubi verticali, i saliscendi, i troppopieni, su fino alle girandole che sormontano le aeree impalcature d’Isaura, città che si muove tutta verso l’alto.

(da Le città invisibili, Einaudi, 1972)

Eccola, la città invisibile di Isaura inventata di Italo Calvino, la prima delle “città sottili” che noi, amanti della gioia della lettura, abbiamo scelto per abitarla e farla vivere al di là delle pagine di un libro. Questa città ha la sua caratteristica principale nel mettere in relazione il visibile e l’invisibile, con l’acqua che scorre in profondità e che dà vita a tutto. Isaura è la città la cui superficie coincide perfettamente con “le rive buie del lago sepolto”.

Andrea Biggio, alcuni anni fa, ne ha fatto un’analisi attenta in quest’articolo sul blog di Marco Minghetti, ricordando l’amore che Calvino aveva per Carl Gustav Jung. “Se vogliamo che le foglie del nostro albero possano toccare il cielo dobbiamo consentire alle nostre radici di scendere fino all’inferno” scrive Biggio citando Jung, per poi collegare alla descrizione della “città dai mille pozzi” l’ideogramma del “pozzo” tratto da I Ching.

Questa è una città impensabile senza il nutrimento delle “acque scure” (ma solo perché non arriva la luce) e senza il gioco infinito dello scavare e tirare su l’acqua dai pozzi, dove le divinità, secondo le due religioni esistenti, stanno nel profondo, ferme nel lago sotterraneo dell’inconscio, o sono quelle che presiedono al movimento, alla trasformazione, alla relazione incessante fra realtà visibile e invisibile rappresentata da tutti i più piccoli congegni, più o meno conosciuti: chi sa che cosa sono la “noria” o il “troppopieno” senza consultare il dizionario?

Per noi che siamo arrivati in questa città partendo dalla riscoperta del Barone rampante la “città che si muove tutta verso l’alto” richiama ancora una volta Cosimo di Rondò che, avendo scelto di passare la vita in cima agli alberi, considerava la sua casa “dappertutto, dappertutto dove possa salire andando in su”.

Forse la gioia di leggere e ascoltare letture ad alta voce è proprio in questo librarsi verso l’alto, anche grazie e attraverso i libri.